“Conoscete la novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai?
No?
Non si dice no alla novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai, si dice?
Si!
Non si dice sì alla novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai, si dice?
Boh!
Non si dice boh! alla novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai, si dice?…”
L’altra sera con mio figlio, prima di dormire, abbiamo tirato fuori le vecchie novelle, quelle dei suoi nonni e della nostra tradizione: il piccolo naviglio, la novella dello stento, Piccinino.
Ma la sua preferita, e insieme a lei la canzone di Branduardi Alla fiera dell’Est, è la novella di Petuzzo.
La mamma dice a Petuzzo:
Petuzzo vai nell’orto a prendere il cavoluzzo per il tuo babbo che è malato.
“No!”
Cane mordi Petuzzo che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo
per il suo babbo che è malato.
“No!”
Mazza bastona il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“No!”
Fuoco brucia la mazza che non vuole bastonare il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“No!”
Acqua spengi il fuoco che non vuole bruciare la mazza che non vuole bastonare il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“No!”
Bove bevi l’acqua che non vuole spengere il fuoco che non vuole bruciare la mazza che non vuole bastonare il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“No!”
Fune lega il bove che non vuole bere l’acqua che non vuole spengere il fuoco
che non vuole bruciare la mazza che non vuole bastonare il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“No!”
Topo rodi la fune che non vuole legare il bove che non vuole bere l’acqua che non vuole spengere il fuoco che non vuole bruciare la mazza che non vuole bastonare il cane che non vuole mordere Petuzzo
che non vuole andare nell’orto a prendere il cavoluzzo per il suo babbo che è malato.
“Rodo rodo!”dice il topo
“lego lego!” dice la fune
“bevo bevo!” dice il bove
“spengo spengo!” dice l’acqua
“brucio brucio!” dice il fuoco
“mordo mordo!”dice il cane
“do do!” dice il bastone
“vo vo!” dice Petuzzo.
E va nell’orto a prendere il cavoluzzo
per il suo babbo che è malato.
Divento nostalgica leggendo certi commenti…
A me solo le maestre dell’asilo raccontavano le storie ma francamente non me le ricordo… Con nonna non passavao molto tempo e solo io so quanto lo rimpiango…
Mamma non era molto brava a raccontare, ma aveva dei bellissimi libri, di quelli grandi, dove io e mio fratello potevamo infilare la testa senza coprirci le immagini. Ricordo qualche raro momento, ma ce n’è uno che mi scalda il cuore ogni volta che, nitido come se il tempo non fosse trascorso, torna alla mente ed oggi in particolare perchè è ottobre, fuori piove, sono un pò triste e vorrei che mamma fosse qui a raccontarmi una storia invece che al telefono mentre mi urla” Quando passi di qui ho bisogno di una manooo!!!”
… Accendeva la stufa nel bagno e preparava il catino con i sali per farsi i calli ai piedi e mentre li teneva in bagno in modo che si ammorbidissero prendeva uno di questi grandi libri; io e Vince ci mettevamo sduti sul tappeto avvolti nelle nostre tutone di pile e ascoltavamo guardando le immagini… la piccola fiammiferaia, il vestito del re…
credo sia nato li l’amore per i libri e spero un giorno di poter leggere e raccontare storie anche io ai bambini che avrò, nel frattempo visto il mio alluce valco, coltivo i calli per quando sarà il momento…
E’ importante che fin da piccoli i bambini siano attratti da racconti ,da storie da fiabe e fare in modo che l’adulto li coinvolga nel racconto a modo che crescano con la voglia di leggere e di sapere per una ricchezza futura.