Ecco un nuovo finale per la storia de il coniglietto e la bambina:
“Nel finale il “mio” coniglietto assiste indignato al litigio sorto tra la principessa e la bambina, e sbotta: “Ma insomma!! Non mi chiamo né Tippi né Gluck! Io sono Gigio e sono stufo di trainare la carrozza di questa principessa megalomane per due lire, o di essere trattato come una bambola da questa bambina sola e viziata in cambio di un paio di carote! Ho anch’io il diritto di fare la mia vita, di vivere da coniglio tra i conigli!”
Si infilò in testa il cappello e, sbattendo la porta, se ne andò, finalmente libero.”(Lucida follia)
Che ventata di libertà! Un vero sollievo.
In effetti le fiabe, che risentono dell’ambientazione medievale e comunque antica sono sempre piene di stereotipi e ruoli ben definiti, e anche questo ha una sua importante funzione, perchè insegna a districarsi tra quelli che nella vita comunque si devono affrontare.
Però che bello ogni tanto lasciar perdere tutto e andarsene da un’altra parte, anche se dopo continuando a raccontare del coniglietto Gigio è probabile che incontrerà altre limitazioni e altri stereotipi da gestire.
Ma forse no. Mi è venuto per esempio in mente Pippi Calzelunghe, un personaggio che ha rotto, come Pinocchio prima di lui con gli stereotipi del suo tempo vivendo fantastiche avventure, sempre fuori dagli schemi.
Dovremmo immaginare e scrivere le avventure di Gigio, magari provo anch’io, chissà che non ci faccia bene..
Finali, storie e libertà
giugno 22, 2010 di caterinacomi
Non sai che cosa hai evocato, Caterina: in effetti da bambina ho amato tantissimo Pippi Calzelunghe e “straletto” le sue avventure, in un’epoca di letture dominata da Piccole donne e Pollyanne varie (che pure mi piacevano, lo confesso). Mi viene voglia di andare a ripescare il libro nella soffitta dei miei genitori….
E io che da bambina avevo grosse trecce, denti sporgenti e lentiggini? Anche io avevo il libro che ogni tanto ora sfoglio con mio figlio e su SKY riguardiamo le puntate dello sceneggiato. A lui non piace granchè, ha dei ritmi lentissimi, impensabili rispetto alla tv di oggi, ma Pippi poi riesce sempre a catturarci con il suo fascino..