Amiche, quasi sorelle, poi anni e anni senza vederci, rincontrarsi nel fine settimana di nuovo a Roma, come ai tempi dell’università, col timore di non riconoscerci o di trovarci cambiate, invecchiate. E invece dentro e fuori, tutto come prima, lo stesso affetto e la stessa confidenza e anche la stessa immagine che conservavamo nel cuore ognuna dell’altra, il tempo non si è preso la nostra giovinezza e il nostro entusiasmo. E lo ha arricchito di famiglie, esperienze, scelte, riassunti di vita da concentrare in due giorni e nel mio caso anche le mie storie, come questa, nata dopo uno delle nostre chiacchierate.
Correre
-Io ho bisogno di correre, è nella mia natura, non ne posso fare a meno!- esplose quella mattina Piedi con tutta la sua impazienza.
-Un momento, io non sono ancora ben sveglio, rischio di farmi male- ribadì Polpacci, stiracchiandosi dopo le molte ore di inattività del riposo.
-E poi non è che nella tua natura ci sia soltanto il bisogno di correre, ma anche di sostenere- precisò Ginocchia dalla visuale più ampia della sua posizione.
-Tu che sei simile a me, sai che io posso dare e prendere, colpire, ma anche accarezzare e tutto questo fa parte della mia natura- ecco che anche Mani si era sentita coinvolta.
A quel punto intervenne Cuore e tutti si fermarono ad ascoltare -Quando corri non soltanto non sei sola, sei in gioco con tutti noi, ma devi assicurarti che la strada davanti a te sia sgombra, senza ostacoli con cui farti del male o che potresti calpestare, quando sarai sicura che puoi muoverti in armonia, solo allora sarai libera di correre. Perché se la tua natura è correre, nel profondo di ognuno di noi c’è il desiderio e il bisogno di essere felici insieme.-
Piedi sentì che era vero e come ogni volta che Cuore si esprimeva e tutti lo ascoltavano, Bocca sorrise e Occhi brillarono. Andava tutto bene.
due riflessioni distinte e separate:
1. “sento” che questa storia mi sta dicendo qualcosa di importante, ma non riesco a focalizzarlo: come posso fare?
2. Sei stata a Roma senza dirmi niente?????
Ho intenzione di tornare molto presto e molto spesso a Roma, allora potremo incontrarci come si deve.
Per la storia ti do un suggerimento tecnico: interrogala, usa la tua fantasia e parla con i personaggi, oppure vai avanti con la trama, sviluppala finchè le componenti della metafora saranno abbastanza esplicite da legarle al tuo contesto di vita, te lo diranno le tue emozioni quale sarà il punto.
FERMA. FERMA, così devi stare, Cuore sa perchè ed è sereno, ma Cervello non ci riesce, anche lui sa perchè ma scalpita, Piedi va avanti, un passo, due passi, tre passi… ma Ginocchia interviene e Cuore li sostiene… Ferma! Cervello é testardo e Cuore soffre, anche piedi , Ginocchia, Mani… soffrono perchè non tutti vanno nella stessa direzione. Bocca si storce, Occhio si bagna fin quando Cuore finalmente piange, come se corresse, così tanto da non avere più fiato perchè Cervello non capisce e non accetta che questo stare FERMA è un dono di Dio e un giorno li farà correre tutti! Va tutto bene dice Cuore a Cervello, ci vuole pazienza, ma va tutto bene. Bocca sorride, Occhi brillano, Mani cuciono e Piedi… Piedi si tengono in allenamento per quando potranno e dovranno correre. Va tutto bene!
Che meraviglia!