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Archivio per 29 luglio 2010

Eccomi qua, tornata ieri sera da Fiuggi e ancora frastornata. Non so dire cosa ha rappresentato questa esperienza per me, certo qualcosa è cambiato, ma non lo so comprendere. Lasciamolo lì a lievitare e svilupparsi. Però ora è dura ricominciare la mia giornata da casalinga coi figli in vacanza dopo cinque giorni di proiezioni, convegni, incontri con persone interessanti, mio marito che si occupava a tempo pieno dei figli, della spesa e dei pasti perchè quella impegnata ero io. E ora devo fare le lavatrici e pensare ai compiti, rischio un altro attacco di casalinghitudine.
Non è stata comunque una passeggiata neanche propormi con il mio libro e i miei laboratori, anche se ero su tutti i programmi, anche se c’era un bellissimo pannello con il disegno della locandina. Mi hanno chiesto di restare e un laboratorio l’abbiamo fatto. Ma è stata dura non scoraggiarmi e non sentirmi fuori luogo quando me ne stavo lì ad aspettare le iscrizioni che non arrivavano. Poi si avvicinava qualche mamma o babbo e si iniziava a raccontarci, a scoprirsi e l’esperienza lavorativa che avveniva o non avveniva passava sullo sfondo davanti all’incontro con le persone. Partire con un programma e poi scoprire che non è come ti aspetti, ma accorgerti che c’è altro che puoi prendere e dare, seminare, ma anche raccogliere al di à dei tuoi schemi ma non certo del tuo cuore, quante volte succede?
E poi c’è stato il laboratorio, presto scriverò la storia, pieno di confusione, bambini piccoli che si addormentavano e si svegliavano, magari piangevano, i più grandi che partecipavano, qualcuno che si è stufato e qualcuno che è arrivato, mia figlia che stava lì con aria di sufficienza col telefonino in mano e poi non ha resistito, lo ha passato ad una bambina che glielo guardava curiosa e si è messa a disegnare coi pennarelli colorati. E in mezzo a tutto quanto noi genitori che dopo aver inventato le storie si cercava di comprendere, di riflettere, di spiegarci. La vita che si esprime in tutte le sue forme e che, neanche dalla fantasia, si lascia incanalare.

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