Tra le tante cose che non so fare, in questo periodo di nuovi impegni e cambiamenti mi rendo conto che c’è anche la capacità di scrivere qui con regolarità. Non è il tempo, anche se certo non è che me ne avanzi, che non riesco a trovare, quanto che, e ne sono grata, mi ritrovo a scrivere in vari ambiti e con vari obiettivi, ma sempre mettendo dentro alle mie parole le mie emozioni e i miei pensieri più intensi, un coinvolgimento che mi prende fino alle radici. Mi diventa difficile reggere il ritmo di tanta intensità, devo diluirli nel tempo. Forse è perchè non sono abituata o meglio, allenata. Devo ancora scrivere una risposta per Il dono, la prossima settimana inizierò un progetto di laboratori con una scuola materna e sto lavorando alla creazione, pensate un po’, di una piccola rubrica radiofonica per genitori. Sarà stanchezza, eccitazione o fifa? Magari tutte e tre. A voi invece, allora, chiedo un po’ di pazienza. Tanto di quella, come dico sempre ai miei figli “non se ne può far senza”.
Vi dedico anche questa bella riflessione che mi ha confortato stamattina, rubandola ad un’amica di rete, lei mi perdonerà, mi è sempre di aiuto, anche quando non lo sa e a proposito, grazie per questo.
“Nella serietà non puoi mai essere libero;
nella serietà sarai sempre perseguitato dall’ansia;
nella serietà hai sempre paura che qualcosa possa andare storto.
Con me niente può andare storto perché non c’è niente che sia dritto.
Se c’è qualcosa di dritto, allora qualcosa può andare storto;
se non c’è niente di dritto, niente può andare storto.
Questo è il significato del concetto orientale di “leela”, gioco.
Sei stato un po’ troppo serio di recente,
seriamente… è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani.
Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta:
andarci insieme o andarci contro. (Osho)”