Ci sono giornate in cui si riesce a tirare il fiato, occasioni non volute in cui ti ritrovi i ritmi allentati, momenti intensi in cui vieni all’improvviso liberata dal solito correre, dal dover tenere insieme tutti gli ingranaggi di quella macchina complessa e articolata che è la tua famiglia. Come è successo a me ieri che, per una serie di circostanze, mi sono ritrovata sola all’ora di pranzo, gli altri ognuno per la sua strada tra scuola, amiche e impegni di lavoro. Allora anche andare a fare la spesa acquista un senso di leggerezza, fissare il cielo e le nuvole con calma, almeno per quelle due ore. Sollevando lo sguardo, lontano, senza fretta di ritornare con i piedi per terra, mi vedo da lassù e un ricordo, una sensazione, mi affiora o mi sfiora. Ripenso a quando da bambina, quante volte!, giocavo alla mamma, alla donna grande che va a fare la spesa, che deve occuparsi dei figlioli e ne parlavo con le altre “signore grandi”, compravo per finta “due etti di prosciutto cotto e mezzo chilo di pane”. Con la stessa leggerezza e spensieratezza sento che in fondo quello che sto facendo è un gioco, quel gioco, adesso faccio sul serio, ma il meccanismo è quello. E’ una bella sensazione. Dura un attimo. Poi abbasso la testa e rientro nel flusso. Ma la “massaina” non se ne va, in un angolino resta con me, mi accompagna, o forse io lei.
Due etti di prosciutto cotto e mezzo chilo di pane
gennaio 26, 2012 di caterinacomi
Pubblicato in Altre cose e altre storie | Contrassegnato da tag due etti di prosciutto cotto e mezzo chilo di pane, famiglia macchina complessa, impegni di famiglia, libertà dalla famiglia, ripensare ai propri giochi di infanzia | 2 commenti
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Storie per fare le cose
Per le mamme e i babbi, ma anche le nonne, le zie, le babysitter, le nuove fidanzate, che non hanno l'esercizio di sopravvivenza collaudato che le ha rese capaci di tutti quegli stratagemmi per mettere insieme le mille cose della giornata, qualche dritta, insieme a un po' d'ironia e di poesia. Una cosa che funziona quando ci sono le mega bizze, quando si ha fretta e non un minuto da perdere, quando non si sa come sbloccare le situazioni senza azioni di forza: LE STORIE PER FARE LE COSE. Queste storie sono tratte dal Libro "Storie per fare le cose" Pascal editrice, Siena.Archivi
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Due etti di prosciutto cotto e mezzo chilo di pane… oggi come allora… allora avevo 12, 13 anni, alla botteghina in fondo alla strada andavo con Claudia, ci si trovava alle querci, era un appuntamento quotidiano. Eravamo grandi, la mamma ci mandava da sole… è uno dei ricordi più semplici e più belli che ho.
Oggi vado alla botteghina a Campiglia,dove il tempo sembra essersi fermato, poca luce, scaffali, da anni gli stessi, le mollettine e i lapis fosforescenti in fondo, vicini alla cassa.. ci vado da sola o con Cate, quando devo improvvisare la cena perchè son già le 19.30. Entro lì dentro ed è finita la scuola, a giugno, da Orfella con Claudia.. due etti di prosciutto cotto e mezzo chilo di pane…
Che meraviglia! .. e che nostalgia! Grazie!