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Archivio per 6 giugno 2012

Sono passati tre giorni, la Prima comunione è andata benissimo, una bella cerimonia, sì, ho pianto e alla fine avevo anche mal di testa. Una giornata favolosa per cui il pranzo sulla veranda del laghetto di pesca sportiva è stato perfetto, i ragazzi si sono divertiti, hanno guardato i pesci che puntualmente venivano ributtati in acqua, poi c’erano altalene, tappeto elastico e gonfiabili e infine hanno fatto, dopo congruo tempo di digestione, il bagno in piscina, mentre i genitori se ne stavano sui lettini a prendere il sole. Io e mio marito invece ci siamo intrattenuti coi parenti, quelle belle occasioni di vedersi dopo tanto tempo, da lontano. Mio figlio al ritorno a casa, al tramonto, alla domanda su cosa gli fosse piaciuto di più della festa ha detto -I regali!- allora io -e dopo?- e lui -che mi sono avvicinato a Dio- non me l’aspettavo.
E allora perchè a distanza di tre giorni non riesco a riprendere la vita normale? Mi sento come uno di quei pesci nel retino che però non vuole essere ributtato nel lago, voglio restare in quel clima da favola che ho vissuto, non voglio rimettere i piedi per terra. Non si potrebbe tornare indietro e ripassare quella giornata in cui finalmente tutto è sospeso, non ci sono orari da rincorrere e tutti belli ed eleganti non abbiamo altro che da trascorrere il tempo nella maniera più piacevole possibile? Sarà perchè il carico, non solo personale, ma del nostro paese ora è così pesante, triste e complicato che è ancora più difficile ritornarci.
Forse c’è un’unica strada per riuscire a staccarmi da quella giornata, da questa nostalgia, senza sentirmi defraudata e punita, che io, presa dall’entusiasmo ho dimenticato. E’ sempre quella la strada per la felicità, è di questo che ne è lastricata la via per arrivarci: mattonelle di gratitudine per ciò che si è ricevuto, per i momenti vissuti. Il calore allora non si disperde nè diventa rabbia e frustrazione, noia e scoraggiamento, rimane tutto dentro, si trasforma in ricordo prezioso, nella speranza e certezza che i momenti belli accadono e quindi possono ritornare. Posso essere ricca e non orfana di ciò che ho vissuto.
Grazie Signore per domenica, per questa giornata e festa meravigliosa che mi hai donato.

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