L’anima ha bisogno di essere nutrita come il corpo. Quando mangi scegli le cose migliori, no? E invece alla nostra anima viene data tutta spazzatura, continuamente”.
Roberto Benigni, 2009
“Interroga la tua anima! Chiedile che senso ha il futuro, che cosa si chiama amore! Non porre domande al tuo intelletto, non cercare a ritroso nella storia del mondo! La tua anima non ti accuserà di esserti occupato troppo poco di politica, di aver lavorato tropo poco, di non aver odiato abbastanza i nemici e rafforzato quanto occorre i confini. Ma forse ti accuserà di aver avuto troppo spesso paura delle sue richieste e di essere sfuggito, di non aver mai avuto tempo per dedicarti a lei, la tua creatura più giovane e bella, per giocare con lei, per ascoltare il suo canto; ti incolperà di averla spesso venduta per denaro e di averla tradita per tornaconto. E così è successo milioni di volte, e dovunque si posi lo sguardo, si vedono uomini dall’espressione irritata, imbronciata, cupa, quasi non avessero tempo che per le cose più futili, per la Borsa e per la casa di cura. Sarai nervoso e ostile alla vita -così dice la tua anima- se mi trascuri, e così rimarrai e così morirai, se non ti volgi a me con un nuovo amore e cura.
Ecco, ora ricordi che un professore una volta ti disse qualcosa di simile, che il mondo soffre di materialismo e di intellettualismo. Egli ha ragione, ma non potrà essere il tuo medico, né il medico di sé stesso. In lui l’intelligenza continua a parlare fino all’autodistruzione. Egli perirà.
Vada pure come vuole il corso del mondo un medico, un aiuto, un futuro nuovi impulsi tu li troverai sempre e soltanto in te stesso, nella tu povera, bistrattata, sempre disponibile e indistruttibile anima. In essa non vi è conoscenza, giudizio, programma; vi è solo stimolo, solo futuro, solo sentimento. Lei hanno seguito i grandi santi e i predicatori, gli eroi e i martiri, i grandi condottieri e i conquistatori, i maghi e gli artisti; essi hanno iniziato il cammino nella quotidianità per concluderlo nella beatitudine. Il percorso del milionario è diverso, e termina in una casa di cura.
Anche le formiche combattono le guerre, anche le api sono organizzate in stati e anche i roditori accumulano risorse. La tua anima cerca altre vie, e quando non vi riesce, quando i successi che tu ottieni avvengono a sue spese, la felicità non ti arride. Perchè solo l’anima può provare -felicità-, non l’intelletto, nè lo stomaco, nè la testa o il portafoglio.
Nel frattempo, visto che su questo argomento non possiamo soffermarci più a lungo, citeremo una frase che ha già espresso in modo compiuto questo genere di pensieri. Fu pronunciata molto tempo fa e appartiene alle poche frasi eternamente nuove: -Che ti gioverebbe conquistare il mondo intero se però compromettessi la salute della tua anima?-”
Mia figlia è malata, influenzetta, e io chiusa e rinchiusa in casa con lei! Eppure so che per lei poi rimarrà quel bel ricordo di letto e coccole, divani e mamme sempre a disposizione perchè -sono malata!-
Proviamo a prenderla con filosofia..
“Un vecchio possedeva un piccolo podere fra le montagne. Un giorno gli accadde di perdere uno dei suoi cavalli. Vennero allora i vicini per manifestare la propria partecipazione a una tale disgrazia.
Ma il vecchio disse:-Chi vi ha detto che sia una disgrazia?-.
Ed ecco che alcuni giorni dopo ritornò il cavallo e portò con sé un intero branco di cavalli selvaggi. Di nuovo si presentarono i vicini con l’intenzione di congratularsi per questo colpo di fortuna.
Ma il vecchio della montagna replicò:-Chi vi ha detto che sia una fortuna?-.
Da quando si era reso disponibile un così gran numero di cavalli, il figlio del vecchio cominciò a provar diletto nel cavalcare, e un giorno si ruppe una gamba. Allora tornarono i vicini per esprimere il proprio rincrescimento. E di nuovo il vecchio disse loro:-Chi vi ha detto che questa sia una disgrazia?-.
L’anno dopo venne sui monti la commissione degli “spilungoni” per cercare uomini prestanti da porre al servizio dell’imperatore come cavastivali e lettighieri. Il figlio del vecchio, che aveva ancora la gamba offesa, non venne preso.
Il vecchio non poté fare a meno di sorridere.”
Hermann Hesse
Speriamo di riuscire a sorridere..
“Chi me lo avesse detto, quando ero piccola, che sarei diventata così, che avrei fatto tutte queste cose?” Vi è mai capitato di pensarlo?
“Per la maggior parte delle persone arriva un periodo in cui le cose cambiano, in cui essi vivono maggiormente per gli altri, non certo per virtù, ma proprio come atto spontaneo e naturale.
Per i più, è effetto della famiglia. Si pensa meno a se stessi e ai propri desideri, quando si hanno figli. Altri perdono l’egoismo per amor di una carica, per amor di politica, per l’arte o per la scienza.
La gioventù vuole giocare, l’età adulta lavorare.
Nessuno si sposa per avere figli, ma quando li ha, essi lo trasformano, e alla fine egli riconosce che tutto in fondo è stato per loro.”
Hermann Hesse