Per una volta niente riflessioni, ma solo aggiornamenti e suggerimenti perchè la vita è fatta, specie di lunedì, anche di piccole cose da sbrigare.
Primo: per quanto riguarda i laboratori che terrò, bisogna informarsi nei numeri segnati, ma certo possono partecipare anche genitori senza figli e viceversa, anche se vi annuncio che presto farò anche incontri solo per adulti, perchè anche tra grandi credo che sia bellissimo ed emozionante andare in un posto che non esiste, ma andarci insieme.
Secondo: piccolo suggerimento di una domenica pomeriggio a spasso per il paese aspettando la figlia che esca dal cinema con gli amici. Con figlio, nipote e amichetta, otto e cinque anni, abbiamo iniziato a giocare ad 1,2,3 stella, prima normale, poi con la variante di dover avanzare a gamba zoppa o saltando o all’indietro, si può anche accucciati, di fianco, ad occhi chiusi e così via. Non ci vuole niente, solo un albero o un muro dove stare girati, tempo un quarto d’ora c’erano dieci bambini che si erano aggregati e a dirvela tutta io mi sono divertita, per non parlare di mio figlio e degli altri.
Terzo: forse ai più è sfuggita, ma io devo raccontarvela. Chi è la mia scrittrice preferita, nonchè psicoterapeuta e ispiratrice del mio percorso professionale? Silvana De Mari, l’autrice della saga de L’ultimo elfo, ma anche de La bestia e la bella, l’ultimo che ha scritto Il gatto con gli occhi d’oro, fantastico. Che dirvi, io l’adoro e non è che mi sbilancio facilmente. E di chi ti trovo un commento, dopo certo che io le ho scritto nel suo blog, con la richiesta del mio indirizzo postale? Lei, che si firma sdm, che mi ha fatto piangere e ridere, riflettere, emozionare ed imparare con libri interi, mi ha riempito il cuore con queste tre sole lettereindirizzate proprio a me.
Essere genitori e mamme in particolare ha tanti risvolti e sfaccettature, sfumature che vanno dal nero della disperazione e della paura, al bianco luminoso della felicità.
Eppure quando sento le notizie, a cui purtroppo ci siamo quasi abituati come un bollettino di guerra, di donne e ancor più di madri uccise dai padri dei loro figli sento che il nostro ruolo si tinge di un colore che sa di storia e di infinito.
Come esprime nei suoi romanzi Silvana De Mari, se non saremo noi madri a spezzare la catena della violenza, a instillare nel cuore dei nostri figli maschi la capacità di uscire dalla logica del potere e del controllo con la forza, loro da soli non ce la faranno.
Nella sua storia sono alcune madri di orchi, il popolo che vive per la guerra e per distruggere della saga dell’Ultimo elfo, che hanno cantato, contro ogni regola e di nascosto, le ninna-nanne ai loro figli, hanno insegnato la compassione e prima ancora la capacità di sentire, che permettono al cambiamento di iniziare la sua lunga strada, che loro non vedranno, di cui raccoglieranno i frutti solo le figlie delle figlie delle figlie.
Perchè, una battuta che non ho mai dimenticato del film Mery per sempre, quando il professore dice al ragazzo che picchia ed è stato picchiato che lui non usa la violenza perchè ha sempre pensato che era meglio usare la testa che le mani, il ragazzo gli risponde -si vede che vicino a te c’era gente che usava prima la testa che le mani. -
E’ già molto, ma noi, mamme, noi che siamo il primo impatto dei nostri figli con l’altro e con la vita, abbiamo la responsabilità di insegnare anche ad usare il cuore.
Per tutte quelle donne, io ne conoscevo due, che oggi non possono vedere la luce del sole.
Ho appena scoperto che oggi è la festa di San Giorgio. Oltre agli auguri a chi spettano, essendo San Giorgio il vincitore del drago, dice che probabilmente stava a simboleggiare la fine dei sacrifici umani, non posso non sfruttare l’occasione per ricordare un libro che, non me ne voglia Paolini, Eragorn e dintorni, parla di draghi e della vita stessa ed per me il libro che vorrei aver scritto io, non ce n’è un altro. Si tratta sempre di lei, Silvana De Mari, ma il testo è un altro rispetto a quello per la festa del papà, L’ultimo elfo, compratelo per i vostri figli se volete, ma poi leggetevelo voi, che farà bene a tutti quanti, fidatevi.