Mentre mia figlia ha iniziato a rileggersi Harry Potter per l’ennesima volta, mio figlio è orfano di Deltora, una saga molto bella, una specie de Il signore degli anelli in versione semplificata per bambini dai nove anni in su, che lui si è divorato facendo così il salto dai libri di Geronimo Stilton a storie più lunghe e impegnative. Stiamo cercando altre saghe, ora non vuole leggere altro e bisogna trovare sempre storie che lo catturino per mantenere e strutturare fin da ora che ha nove anni l’abitudine alla lettura, quella che ti fa sentire il vuoto quando finisci un libro, ti fa sentire solo dopo aver dato l’addio ai personaggi e ti lascia con la voglia di cercare nuovi libri perchè senza questo tipo di compagnia non vuoi e non puoi stare.
Pensavo allora a come sono io, tanti impegni, tante spese, una famiglia di quattro persone, poco tempo.
Posso stare senza parrucchiere, senza gioielli, senza vestiti, un po’ male, ma posso, posso stare senza dischi e concerti, non della musica, ma possono bastare radio e pc, senza cene al ristorante, qualche pizza ogni tanto, senza teatri e locali, posso stare senza estetista e palestra, che tanto sono pigra, posso stare senza uscite con amiche o col marito, che chi riesce a trovare il tempo, senza visite culturali e mostre, conferenze o incontri di formazione, che coi figli è complicato, posso stare anche senza cinema, purchè possa guardare i film in tv, di cui non posso invece fare a meno. E non posso proprio fare a meno dei libri perchè non posso stare senza, non posso proprio assolutamente, per stare bene, fare a meno delle storie, di esaltarmi, commuovermi, spaventarmi, arrabbiarmi, emozionarmi, vivere dentro altre storie per comprendere e imparare come vivere la mia.
Poi, ormai l’ho capito, non posso stare senza scrivere.