Certe volte basta anche un raffreddore a toglierti la lucidità e le energie che invece vorresti per affrontare tutte le cose che ci sono da fare nella giornata. Allora ti senti impotente, incapace di reagire e vorresti soltanto qualcuno che ti dicesse -va tutto bene, passerà- come tante volte devi farlo tu con i figli, gli amici e le persone che hai intorno.
Ma se non trovi nessuno, o peggio ancora non hai la forza neanche di cercare, di reagire?
Una pagina di libro può aiutare, specie se si tratta del vecchio zio Hermann, sempre pronto a dispensare quella poesia e saggezza da persona vissuta che oggi, tutti presi a fare i giovani a tutte le età, sembra non sia più necessaria a nessuno e la si trova soltanto sugli spot per le automobili.
-Tutti questi discorsi per una macchina!- afferma stupito mio figlio, quando si ferma ad ascoltarle.
Facciamo un po’ di ordine e godiamoci Gradini, che “della vita il richiamo non ha fine.. “.
“Come ogni fior languisce e giovinezza
cede a vecchiaia, anche la vita in tutti
i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni
senno e virtù, nè può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore sia
pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso,
ad altri nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.
Dobbiamo attraversare spazi e spazi
senza fermare in alcuni d’essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo di infiacchire nell’ignavia:
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.
Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a spazi nuovi;
della vita il richiamo non ha fine…
Su, cuore mio, congedati e guarisci!”
Hermann Hesse