Una lepre e una tartaruga si incontrarono un giorno in un grande prato in cima ad una collina. Erano arrivate lassù per strade diverse:
la tartaruga aveva fatto tanti giri, larghi larghi, evitando le salite troppo ripide, per non cascare, rotolare giù dal ciglio della strada, sempre attenta ai pericoli, alle macchine, sicura però che nessuno l’avrebbe mangiata.
La lepre invece era arrivata in un baleno, a grandi balzi, attenta a non farsi vedere dai falchi, correndo veloce, scappando al minimo rumore.
Si incontrarono sulla cima, si videro e si riconobbero, erano state divise alla nascita e ognuna aveva un pezzo di cuore che sanguinava, cercando l’altra parte di sé, che non riuscivano a vedere.
Si abbracciarono e finalmente i loro cuori smisero di soffrire, si erano ritrovate.
Si strinsero così a lungo che non si staccarono più, erano così felici insieme, smisero l’una di correre, l’altra di stare sempre ferma e cominciarono a camminare.
Allora si accorsero con meraviglia che erano diventate un unico essere, una persona, una donna e scoprirono che non dovevano avere più paura dei falchi o delle macchine.
C’erano invece uomini, donne e bambini, vecchi e giovani, che la guardavano sorridenti.
Insieme ad alcuni di loro, un po’ correndo, un po’ camminando, un po’ saltando, un po’ fermandosi, la donna cuore di lepre e di tartaruga finalmente arrivava a casa.