La prima volta che incontrai Iael era su di una nuvoletta, con aria concentratissima, guardava lontano.
-Ciao- dissi –Cosa guardi?-
-La porticina- rispose.
-Quale porticina?-
-La porticina color arcobaleno che si trova laggiù in fondo, non c’è niente di più bello per me!-
In seguito scoprii che tutte le notti Iael provava ad arrivare a quella porticina, ma non ci arrivava mai.
-Questa volta ho visto una signora con un ombrello che ha riparato anche me dalla pioggia, aveva un così bel sorriso che non ho più pensato alla porticina- mi raccontava una mattina.
-Stanotte ho visto un uomo in giacca e cravatta circondato di ragazze, non mi piaceva e copriva la porticina- mi diceva un’altra.
-Stanotte c’erano tante ombre e delle dita mangiucchiate, ieri invece ho visto dei microfoni e tanta musica, e di nuovo non ho più pensato alla porticina!-
E ogni mattino si ripresentava, con lo sguardo fisso sulla sua nuvoletta.
-L’altra sera, era anche la notte più corta dell’anno e non avevo molto tempo, la porticina si vedeva, ma era dietro ad una miriade di facce sorridenti che urlavano, cantavano e applaudivano, non ce l’ho fatta a non farmi trascinare anch’io…- mi ha detto.
-Vedrai che prima o poi ce la fai!- ho risposto con aria incoraggiante.
-Ma non resterà aperta per sempre!- mi ha detto.
Allora ho preso coraggio e ho chiesto per la prima volta -Ma perché vuoi andare dentro quella porticina?-
Iael mi ha guardata e ha sorriso.
-Perché qui non c’è nessuno con me. La porticina mi permetterà di diventare una persona e avere anch’io una famiglia, amici, conoscere il mondo. Nessuna scintilla di vita, da sola, può crescere. Ognuno di noi, per poter nascere deve essere concepito, prima che nel corpo di una donna nel cuore della sua mamma. E non posso entrare nel suo cuore, se non per quella porticina.-
-Posso aiutarti?- mi venne spontaneo da dire.
-Si! Prova a raccontargli di me, che lasci un po’di spazio per farmi trovare la sua porticina!-
Così ho scritto la sua storia e spero sempre che non ci sia, sulla nuvoletta, nel mio ultimo sogno del mattino. E di imbattermici invece un giorno in braccio alla sua mamma.
Quel pezzettino di cuore, son sicura, lo riconoscerei.