C’era un giovane principe che aspettava ogni giorno che suo padre il re andasse in pensione per poter essere a sua volta incoronato e iniziare a governare. Per fare questo si era a lungo preparato, aveva girato da solo per il mondo senza farsi riconoscere, aveva imparato le ultime notizie di governologia, le strategie più sofisticate di amministrologia, e aveva fatto anche un master in sudditanza per comprendere bene come comportarsi con il suo popolo. Eppure suo padre il re ogni volta che andava a visitarlo nel suo nuovo e ultramoderno castello scuoteva la testa e ripeteva le fatidiche parole che lui non sopportava più di sentire “Ancora non sei pronto”. Il giovane principe non sapeva più cosa studiare o comprare per diventare degno della corona.
Un giorno che cavalcava inquieto vide una fanciulla vicino ad un pozzo circondata da bambini, tutti seduti per terra. La ragazza stava insegnando a scrivere usando dei pezzetti di legno con cui segnavano la superficie polverosa. Era la scuola più povera che avesse mai visto, lui che aveva studiato nelle più prestigiose accademie e università del suo regno e non solo. La ragazza sollevò lo sguardo e gli sorrise, per nulla intimorita. I bambini subito si avvicinarono incuriositi dal cavallo, non capitava tutti i giorni di vederne uno così da vicino.
Così senza sapere come si ritrovò seduto in mezzo a loro a raccontare di tutte le cose che conosceva e dei molti luoghi che aveva visitato. E il tramonto e l’ora di rientrare arrivò senza che lui se ne accorgesse.
Il giorno dopo si recò di nuovo alla scuola del pozzo e prese l’abitudine di partecipare alle lezioni con uno dei suoi racconti e facendo fare un giro sul suo regale cavallo ai bambini che gli riempivano il cuore con la loro felicità. Pian piano si appassionò alla scuola del pozzo e decise di migliorare le possibilità di imparare per i piccoli allievi. Così aprì un’ala del suo castello e la trasformò nella sede ufficiale della scuola e la ingrandì così che tanti altri bambini arrivarono per imparare da tutto il regno. E allora ci fu bisogno, di letti, di cuochi e pasti e vestiti. Insomma con tutto quel da fare si dimenticò le sue lezioni e persino la corona tanto che quando suo padre venne a trovarlo si era persino dimenticato della sua visita.
Quando se lo trovò davanti, mentre con le maniche della regale camicia tirate su aiutava i bambini a lavarsi le mani, quasi si vergognò: si sentiva così diverso. Ma non ne ebbe il tempo. Il volto di suo padre, il re, si illuminò e guardandosi intorno fece un gran sorriso come mai il principe gli aveva visto sul volto. Poi con sguardo commosso aprì bocca per pronunciare quelle parole a cui ormai il principe non pensava da molti giorni: “Figlio mio, finalmente sei pronto per diventare re”. Il principe non credeva alle sue orecchie e guardò il regale padre con sguardo stupito e incredulo. Ma il padre aggiunse soltanto “Hai capito cosa conta veramente per poter governare, ti aspetto domani per l’incoronazione.” E lo abbracciò.
Così il principe divenne re, e ben presto sposò la maestra della scuola del pozzo che diventò così la sua regina. E siccome l’amore quando si impara non si dimentica più, la vita del sovrano divenne piena di amici e di progetti, non ebbe più tempo per studiare, ma i suoi sudditi lo consideravano il re migliore che avesse mai avuto quel regno. Suo padre era orgoglioso di lui e la sua regina lo amava profondamente.
Un giorno la regina chiamò suo marito e le comunicò felice che il suo regno stava per avere un erede e che lui sarebbe diventato papà. Il re, ripensando forse al suo passato, si impensierì un pochino, si disse “ancora non sei pronto” e si spaventò di non essere capace di fare il papà e pensò se non avesse dovuto prepararsi. Se ne andò a d assistere ad una lezione alla scuola del pozzo. Non disse niente alla regina, ma ogni tanto si preoccupava. Fino al momento in cui non vide la sua bellissima principessa. Allora comprese che lei, la piccola e perfetta creatura che teneva tra le sue braccia, lei, il suo bisogno di un padre e l’amore, sempre quello, insieme alla straordinaria felicità che gli riempiva il cuore, gli avrebbero insegnato a fare il papà.
Fecero una bellissima festa per la piccolina alla scuola del pozzo che per l’occasione era stata addobbata con ghirlande e ghirlande di fiorellini rosa di cui la principessa era il bocciolo più prezioso.