No, no, signorina, vada lei davanti!”
Non ero mai riuscita a farla salire davanti, a farmi dare del tu. Però quando camminava, con quel suo bastone, nei viottoli a cercar funghi e fiori, le crognole o le castagne, allora sì, ero io a starle dietro.
E ascoltavo, quel suo parlare asciutto, le storie di una volta, i commenti della campagna.
“Che miseria! Che arsura!” dove per me era tutto uguale.
I suoi piccoli regali, meraviglie per chi, come lei, sapeva vederle.
Non era poetica, né retorica, Massimina.
Era candida. Rozza talvolta e semplice. E sempre candida.
Ieri San Pietro ha avuto il suo da fare a convincerla ad entrare.
“Via Massimina entri.”
“Suvvia, ma che si immagina, io Quassù. No, no, ci mancherebbe. Mi mandi giù piuttosto, un pochino al Purgatorio.”
Sapeva esser cocciuta se voleva.
Allora un angelo bambino le ha chiesto: “Massimina, mi aiuti a cercare le crognole?”
E con lui per mano è entrata. E’ lì che è adesso, con l’angelo a cercar crognole.
Son sicura.