C’era una volta un mare ghiacciato con due iceberg, uno molto grande e uno più piccolo, intorno ai quali nuotavano giocando a nascondino tre pinguini di nome Rocco, Andrea e Alice che dovevano farsi prendere da una grande e magnifica balena di nome Francesco.
I quattro amici si divertivano tutto il giorno e i due iceberg erano proprio perfetti per nascondersi.
Soltanto che un giorno la balena prese male le misure e rimase incastrata, non riusciva più ad uscire e neanche a muoversi.
-Aiuto! Voglio uscire! Ho fame!- cominciò a sbraitare tutta arrabbiata.
I te amici provarono a liberarla con tutte le loro forze, ma come facevano tre piccoli pinguini a spostare quell’enorme balena?
Intanto dovevano anche portarle del cibo perché con quella gran pancia vuota Francesco non poteva proprio stare.
Finalmente ecco un’idea, lì vicino a dove loro nuotavano, avevano visto un giorno un igloo, una casa di ghiaccio, dove era vissuto per un po’ un pescatore, magari lì c’era qualcosa di adatto per liberare Francesco. E infatti trovarono una vecchia ascia, la portarono dove stava la balena e cominciarono a spezzettare gli iceberg.
Ma rompendo tutto quel ghiaccio ecco che spuntò una piovra, rimasta intrappolata anche lei, la quale senza tanti complimenti e discorsi si prese i pinguini e se li portò via in una caverna.
La balena subito cercò anche lei allora di liberare i suoi amici, ma quella brutta piovra gli spruzzava addosso l’inchiostro che le faceva bruciare gli occhi e così tutto diventava difficile.
I pinguini furbi però si misero a cantare tante volte la ninna nanna: -Ninna o ninna o, questa piovra a chi la do, ninna o ninna o questa piovra a chi la do- finchè non riuscirono a farla davvero addormentare.
Poi sottovoce chiamarono la balena e lei molto silenziosamente riuscì a farli uscire e a liberarli. L’avrebbero sistemata loro! Spostarono di nuovo gli iceberg e i pezzi di ghiaccio in modo che la piovra non potesse di nuovo uscire.
Certo lei a quel punto si svegliò, ma non poteva più fare niente, quella dispettosa!
I quattro amici gli fecero marameo e se ne andarono a giocare un po’ più in là.