Nel bosco di Trenciatreccia tornarono all’inizio della primavera due piccole rondini Rosaspina e Luccichina, ma quando cercarono il loro solito nido che usavano gli altri anni ecco che lo trovarono occupato da un grosso gufo di nome Giallino.
-Ehi! Questo nido è nostro!- esclamarono forte tanto che anche la pappagallina Bianca e la cignetta Odette vennero a vedere cosa stava succedendo.
-Ma ora ci sono io!- rispose un po’ arrabbiato Giallino.
-Non litigate- disse Bianca –Ho trovato un nido vuoto che potrete usare e insieme ad Odette le due rondinine andarono a vedere il nuovo rifugio.
Ma nessuno sapeva che durante l’inverno il cattivo Corvo Nero aveva scavato sotto quel nido un grosso buco e quando le quattro uccelline vi si posarono sopra finirono giù giù attraverso una galleria sottoterra sotto il tronco di un grande albero.
-Aiuto! Aiuto!- cominciarono tutte insieme a gridare.
L’aquilotto Riccio Spinoso che volava alto proprio lì sopra si abbassò perché gli era sembrato di sentire gridare aiuto, ma non si riusciva a capire, non si sentiva bene.
Il merlo Bo’ prese allora dei binocoli e guardava guardava per tutto il bosco, ma il buco sotto il tronco e sottoterra da fuori proprio non si riusciva a vedere e così si continuava a sentire gridare aiuto senza riuscire a vedere niente.
-Stiamo tutti zitti!- propose allora il cigno Tommy e così in tutto il bosco di Trenciatreccia ogni uccello smise di cantare e scese un gran silenzio.
-Aiuto! Siamo qui sotto! Aiutateci!- riuscirono allora a sentire bene questa volta e capirono da quale punto del bosco arrivavano le voci.
Tutti quanti si misero scavare e anche le rondinine, la pappagallina e la cignetta sentendo le voci fuori si misero a spostare con i loro piccoli artigli e con il becco la terra e i sassi e finalmente si aprì un buco e tutte poterono uscire.
Che ringraziamenti per gli amici che le avevano liberate! E che bella festa si fece quel giorno nel bosco di Trenciatreccia!