Mio figlio, per un periodo, non si addormentava se non gli raccontavo la sua storia quotidiana di Fagotto, ma ascoltava volentieri le sue storie anche la mattina a colazione, in macchina o mentre faceva la merenda. Insomma in qualsiasi momento della giornata era sempre pronto ad ascoltare una delle avventure del simpatico gattino. Sapete perché?
Perché Fagotto era lui. Cosa significa? Vi hanno mai chiesto i vostri figli di raccontare, a parole, la storia di un film che avete appena visto insieme? A me molto spesso, raccontare, spiegare, poter chiedere, commentare e digerire le parti più complicate o più inquietanti di una storia, insomma condividerla.
Le storie di Fagotto erano il racconto di quello che accadeva a mio figlio durante la sua giornata, rivissute pari pari da un piccolo gattino che viveva nel nostro orto, sotto casa nostra, che aveva una sorella più grande, un babbo, una mamma e andava all’asilo dei gattini proprio come lui.
Per esempio: una mattina Diego scende per andare a prendere il pulmino e sta aspettando la mamma e la sorella in fondo alle scale. Intanto che è lì arriva Fagotto, il suo amico gattino. -Ciao Diego, buongiorno!- gli dice appena lo vede.
-Ciao Fagotto- gli risponde Diego. -Dove stai andando di mattina così presto?-
-All’asilo dei gattini. Devo andare la mattina presto, perché poi chiudono il cancello e non si può entrare più.(!) Certo alzarsi a quest’ora è faticoso, e così la sera vado a dormire presto, sennò la mattina ho tantissimo sonno. E tu come mai sei già fuori?-
E Diego -Perché io invece vado all’asilo dei bambini e devo prendere il pulmino.-
-E che cos’è il pulmino?- (così le cose che fa Diego diventavano estremamente interessanti e degne di essere raccontate)
-Il pulmino è come una grossa automobile gialla dove salgono tutti i bambini che devono andare all’asilo e alla scuola elementare.-
-Che bella cosa, io invece ci vado a piedi all’asilo dei gattini. Ma mi piacerebbe anche a me andare su un pulmino.-
-Se vuoi puoi salire sul muretto in piazza, così vedi com’è fatto.-
-No, te l’ho già detto che sennò faccio tardi all’asilo dei gattini, comunque sono contento che me ne hai parlato così dopo lo racconto ai miei amici gattini e anche alle maestre.-
-Bene, anch’io ora devo andare che sta arrivando la mia mamma. Ciao Fagotto.-
-Ciao Diego.-
Ogni tanto Fagotto discuteva con la sorella gattina, scopriva o imparava delle cose nuove e ogni tanto gli capitava qualche piccola avventura e sempre trovava il tempo di raccontare e di chiedere della giornata trascorsa al suo amico Diego e io con lui.