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Posts Tagged ‘giochi di bambini’

In mezzo al caldo tropicale ieri quattro cinque bambini hanno trascorso il pomeriggio a giocare con trottole di legno, sfidandosi ripetutamente e rinnovando ogni volta l’emozione della sfida e il desiderio di vincere. Un grosso piatto fungeva da pista e il pianerottolo in cima alle scale, un metro quadrato che riesce a catturare anche il più piccolo movimento d’aria e su cui si posa la prima ombra del dopo pranzo è bastato per creare questa arena per quei ragazzini seduti, accucciati o inginocchiati, gli occhi fissi sui pezzi di legno levigati e arrotandati. Sotto di loro una festa medievale imperversava, passavano fiotte di turisti, musici, tamburini, buffoni, finti artigiani e guerrieri. Ma per una volta loro erano protagonisti della loro avventura, dei loro duelli e delle loro sfide, nient’altro poteva interessarli, con quella capacità di estraniarsi dal mondo esterno e concentrarsi su un’unico gioco come i bambini sanno fare. O sapevano. Troppo spesso vedo ragazzini seduti l’uno accanto all’altro ignorarsi, presi ognuno dal proprio video-gioco, incapaci e ignari di modi più diretti e semplici per divertirsi: giocare insieme. Eppure senza la possibilità di giocare, senza dover gestire regole, tensioni, conflitti ed entusiasmi condivisi, dove imparare, dove allenarsi a stare in relazione con gli altri, dove rinforzarsi per poi uscire dal guscio della famiglia?
Quante volte vedo con tristezza la solitudine di mio figlio nel nostro borgo così poco abitato o il suo stare con i bambini solo in situazioni strutturate e organizzate, senza i classici amici da cortile, da sempre serbatoio di esperienze di crescita.
E’ bastata la presenza di alcuni bambini in visita per la festa medievale che ogni anno a luglio invade e risveglia le nostre stradine e l’amicizia di mio figlio con i venditori della bancarella delle trottole e altri giochi in legno per far nascere questa nuova passione in tutti loro.
Forse resterà uno dei pochi, speriamo di no, pomeriggi passati così, spensierati e sentendosi un gruppo, una piccola compagnia e non isole allontanati dalla vita moderna o dai nuovi pifferi magici a forma di piccoli e grandi schermi.
Ma almeno adesso mio figlio sa che questa opportunità, questo modo di stare insieme e di giocare esiste, sa cosa si perde e, mi auguro, cosa cercare.

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