Stasera partiamo con il nostro camper per Fiuggi per andare finalmente al Fiuggi Family Festival, dove, ormai lo saprete, sono stata invitata a portare il mio libro e ad organizzare un laboratorio per genitori e bambini. Il laboratorio però non credo che si farà, per mancanza di iscrizioni, a meno di colpi di scena dell’ultimo momento.
Ma io sono agitata lo stesso, sarà in vendita il mio libro e potrò certo ricevere molti stimoli interessanti. E se mi scoprono? Sarò in incognita o comunque qualcosa avverrà? E io non so che sperare.
Ho preparato, sotto suggerimento dell’amica imprenditrice che mi deve sempre pungolare, dei bigliettini e un po’ di documentazione, per non essere completamente impreparata e disorganizzata. Ma tanto si sa che sono una frana nelle pubbliche relazioni, meno male che ci sarà mio marito. E meno male che ci sono i bambini, l’idea di incontrarne e vivere con loro le fantastiche avventure inventate insieme mi fa accettare e sostenere che devo farmi conoscere, prendere contatti. Vedremo.
I miei impazziranno con tutte le proiezioni, ma prometto che io guarderò, fiuterò e cercherò con cura, per raccontarvi al mio ritorno tutto quel che può servire a migliorare il mio mestiere di psicologa colorata, di mamma, di persona.
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Partenza per Fiuggi
Postato in Altre cose e altre storie, tagged Fiuggi Family Festival, laboratorio, libro, vacanza il giorno luglio 23, 2010 | Lascia un commento »
Tenebre
Postato in Altre cose e altre storie, amati libri, tagged attesa, ferite, libro, Natale, riflessione, speranza, tenebre, tristezza il giorno dicembre 9, 2009 | 2 Commenti »
Lo so sono una lagna, ma in questi giorni, come ho già accennato, non sono molto in forma, ci sono ferite che mi porto dentro più o meno serenamente e alcuni periodi dell’anno me le fanno sentire più in profondità.
Pensavo ad un libro, Vivere il Natale, stando proprio in questo mio stato d’animo prenatalizio e ad una cosa che dice.
Gesù è nato in una stalla, è nato dove vivono gli animali, dove gli uomini si trovano a loro agio le porte invece rimangono chiuse.
La stalla non è pulita, non è disinfettata, è maleodorante, anche dopo essere stata pulita. Eppure è proprio lì che Dio è voluto nascere.
Meno male che si accontenta di una stalla, perchè è proprio così che mi sento! Ma pare che è proprio questa parte di me che a Lui interessa.
Troverò il coraggio di aprire la mia stalla a Dio che vuole illuminare anche le mie tenebre?
Almeno non me ne devo vergognare. Sono solo un povero cuore.
Magari intanto mi rileggo il libro per ricordarmi la speranza, cosa vuol dire aspettare e credere che possa arrivare nella propria vita la “Luce vera, quella che illumina ogni uomo.” (vangelo di Giovanni)
“Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.” (vangelo di Luca)
Vacanze e vacanze
Postato in Altre cose e altre storie, tagged ascoltarsi, campeggio, figli, libro, mare, vacanze il giorno settembre 1, 2009 | Lascia un commento »
Le vacanze servono, o dovrebbero servire a tante cose: riposarsi, ricaricarsi, ritrovarsi con se stessi e gli altri e anche, permettersi quei piccoli privilegi che normalmente non ci si possono concedere.
E io cosa faccio? Vado ad imbattermi in uno dei miei attacchi di “casalinghitudine”, cioè di quel disagio in cui mi sento di esistere come un’elettrodomestico in funzione dei miei figli e della famiglia, senza un’identità e una dignità in cui riconoscermi e trovare l’energia per gestire la mia vita.
La supermamma è stato uno dei primi sintomi.
Così sono partita per il viaggio, le vacanze con marito e figli con il camper versone itinerante, con un malessere e una rabbia dentro che mi ha fatto visitare la Bretagna e attraversare tutta la Francia in uno stato di apatia quasi come fossi sotto anestesia.
Ma le vacanze servono anche a far uscire quelle emozioni che dobbiamo tenere sotto controllo quando abbiamo molte cose da fare e da gestire nella vita di tutti i giorni e io ho lasciato forse uscire così un po’ di cose che se ne stavano lì da un po’.
E ho compreso finalmente uno dei modi in cui mi frego, leggendo, pensate un po’, un’intervista a Winona Ryder, l’attrice di Edward Manidiforbice, film di Tim Burton da vedere e rivedere anche con i figli, i miei si sono stupiti di ritrovarci un giovane Johnny Depp, il loro Jack Sparrow de I pirati dei Caraibi.
L’attrice diceva che quando stava male, era in difficoltà, si sentiva ancora peggio perchè col successo e tutto il resto le persone non comprendevano i suoi problemi e lei si sentiva ancora più in colpa perchè non riusciva ad essere felice.
-Hai due figli, un marito che ti ama, sei in gamba, hai pubblicato anche un libro! Cosa ti lamenti?-
-Sei al mare, in vacanza, tra un po’ arriva tuo marito e parti per la Francia, pensa a quelle che sono a lavorare!-
Ecco, queste frasi dentro di me mi hanno fatto ignorare le mie emozioni, che mi sentivo sola e che è faticoso gestire tre ragazzini in campeggio. E le emozioni ignorate, come sempre succede, mi si sono ritorte contro.
Ma per fortuna, grazie anche ai giornaletti da spiaggia che leggo in questo periodo o dal parrucchiere, visto che sono ancora qualche giorno al mare, con mio marito al lavoro e i figli che tra bagni e babydance devono anche finire i compiti, questa volta ho intenzione di ascoltarmi.
Mio figlio ringrazia, io chiedo
Postato in Altre cose e altre storie, Le cose da fare in casa, tagged figlio, grazie, libro, scrivere, storie il giorno giugno 21, 2009 | Lascia un commento »
“E’ bello! Grazie Michela, ciao DIEGO.”
Queste parole sono state digitate direttamente da mio figlio che ha così fatto anche un ripassino di ortografia (e di informatica) in attesa di iniziare il libro delle vacanze.
Ha infatti gradito molto il finale della storia di Giacchettino di Michela, anche perchè la storia lui se la sente sua e infatti la sorella, che comunque è venuta a sentire mentre leggevo il commento, si è risentita perchè è gelosa del fratello e non vuole mai restare indietro, neanche sulle storie!
Voglio ribadire un concetto, che è bene ogni tanto riformulare.
Lo so, eccome!, che esporsi fa paura: affiorano tutte le nostre obiezioni e insicurezze, ci si sente goffi e presuntuosi, o magari si perde l’attimo dell’ispirazione e poi viene faticoso farlo in un altro momento.
Ma ricordo a tutte le persone che spesso o anche solo per questa volta leggono queste mie parole, che il primo motivo per cui ho creato questo spazio, come è messo alla fine del libro, è per ricevere le “integrazioni, osservazioni, soluzioni e invenzioni…” di ognuno e ognuna di voi per poter poi fare una nuova edizione allargata e corale del mio libro, piena di tutta la ricchezza che sta dentro tutti noi.
Lo so che a leggere Michela viene un po’ di timore, si percepisce una persona davvero speciale e, ve lo dico io che la conosco, con una semplicità che mette a proprio agio chi la incontra e non fa immaginare quanto ci sta dietro.
Ma ricordate che ogni goccia è unica e se non la mostrate voi nessuno potrà farlo al posto vostro.
Io intanto continuo a mettere da parte tutto il materiale che arriva imparando da Maria “che serbava tutte queste cose meditandole nel proprio cuore”. (Vangelo di Luca)
Ecco il nostro libro
Postato in Altre cose e altre storie, Piccole donne crescono, tagged figli, libro, mamma, regalo il giorno maggio 11, 2009 | 1 Commento »
Lo so che vantarsi dei figli non è molto educato e forse neanche tanto equilibrato.
Lo so che tutte le mamme ieri hanno ricevuto fiori, profumi, libri, biglietti e ritratti, come quello di Rita in pantaloncini corti!, inaspettati.
Lo so che hanno ascoltato poesie e filastrocche che narrano delle loro doti e dell’ “amore che mi dai” come quella di mio figlio.
Ed è vero che li avranno visti nascondere qualcosa e parlottare sottovoce tra di loro come è successo a me, per tutta la settimana.
Ma non posso fare a meno di raccontarvi del mio regalo e di quello che ha significato per me.
Ormai credo sia chiaro che ho scritto e pubblicato le storie che ho inventato e raccontato a loro in questi anni facendone un libro che ha questa dedica -Ai miei figli, per forza- perchè senza di loro ovviamente non ci sarebbe stato e loro ne sono molto orgogliosi.
Ieri sera finalmente ho ricevuto il mio regalo.
Un libriccino fatto con fogli spillati insieme, con tante storie e poesie scritte da mia figlia in questa settimana e illustrate da mio figlio quasi tutte ieri.
E sull’ultima pagina questa dedica -A mamma, buona festa della mamma-poi le loro firme e in fondo -Ecco il nostro libro-
San Giorgio e il drago e l’ultimo elfo
Postato in Altre cose e altre storie, amati libri, tagged Genitori, L'ultimo elfo, libro, Silvana De Mari il giorno aprile 23, 2009 | Lascia un commento »
Ho appena scoperto che oggi è la festa di San Giorgio. Oltre agli auguri a chi spettano, essendo San Giorgio il vincitore del drago, dice che probabilmente stava a simboleggiare la fine dei sacrifici umani, non posso non sfruttare l’occasione per ricordare un libro che, non me ne voglia Paolini, Eragorn e dintorni, parla di draghi e della vita stessa ed per me il libro che vorrei aver scritto io, non ce n’è un altro. Si tratta sempre di lei, Silvana De Mari, ma il testo è un altro rispetto a quello per la festa del papà, L’ultimo elfo, compratelo per i vostri figli se volete, ma poi leggetevelo voi, che farà bene a tutti quanti, fidatevi.
Storie da.. rubare!
Postato in Altre cose e altre storie, tagged Genitori, libro il giorno aprile 22, 2009 | Lascia un commento »
Scrivere un libro, anche se io le mie storie le ho solo dovute trascrivere che erano già state tutte inventate nel corso degli anni e delle varie bizze, trovare il coraggio, e i soldi, come nel mio caso, di pubblicarlo, è stato per me molto difficile: andare oltre al mio dirmi, -ma chi ti credi di essere-, al mio riuscire a prendermi sul serio.
Eppure questo è stato il meno, perchè anche se le persone che ti leggono ti riempono di entusiasmo e di calore, rimane il fatto che il mondo dell’editoria è davvero difficile e riuscire a far circolare il libro quasi impossibile.
Ecco perché ho cercato di distribuirlo nella mia zona, soprattutto in alcuni negozi di giocattoli perchè le mamme che possono usare il mio libro immagino non abbiano il tempo e magari neanche l’abitudine di andare in libreria.
E’ stato messo anche in un negozio di estetica di un’amica e in quello di un fotografo amico di mio marito che vende anche libri di storia locale in un paesino di montagna.
Ebbene in questi due negozi il mio libro è stato rubato!
Quindi posso almeno affermare che letteralmente il mio libro va a ruba!
In fondo trovo la cosa molto gratificante, non so se è giusto ma mi fa questo effetto, ma mi dico, ammesso che siano genitori, nonni o altro gli autori di questi “prelievi”, cosa insegneranno ai loro bambini?
O forse anche questo può far parte di quell’elasticità entro cui abbiamo dovuto imparare ad inserire il nostro senso di moralità che crescendo scopre che tra il bianco ed il nero esistono tante sfumature di grigio?
In fondo come mi comporto io per giudicare loro? Sono così immacolata?
Forse l’avermi spinto a questa piccola riflessione, l’aver varcato loro un confine così netto, almeno per me, è stato comunque un bel pagamento.
Certo loro non lo sanno, però.