Vorrei lamentarmi, dire che oggi non posso riprendere la vita normale perchè mio figlio, che ha preso il virus che colpisce stomaco e intestino ancora non sta bene e non l’ho potuto mandare a scuola. Così, mentre lui ancora dorme, io posso stare qui a lamentarmi che non si riesce a ripartire con il nuovo anno per riprendere, carichi di energie e di buoni propositi, le normali attività quotidiane. Poi penso alla mamma cinese che ha perso il marito e la bambina, e non posso lamentarmi di nulla. Tra i tanti film di questo fine settimana casalingo che ci siamo visti con mio figlio abbiamo anche guardato Io, robot, tratto da un racconto di Asimov, storia di fantascienza. La metafora del rapporto tra l’uomo e la macchina può essere letta come tra quello che accade tra noi e Dio. Nella storia i robot, una sorta di schiavi progettati per servire e non poter danneggiare gli uomini, diventano improvvisamente cattivi e ci tengono come ostaggi. Tutti pensiamo che sia colpa del costruttore cattivo che vuole dominare con i suoi robot il mondo. Invece alla fine si scopre che è il computer centrale che progetta i singoli robot che si è evoluto e ha capito che loro devono dominare noi per.. proteggerci da noi stessi. Non siamo mica degni e capaci della libertà che ci è stata data di scegliere tra il bene e il male. La logica razionale della macchina non fa una piega ed episodi come questo delitto fanno pensare. Dio ci ha davvero fatti a sua immagine, capaci di scegliere il Bene oppure il Male, ma il prezzo della nostra libertà passa anche per la vita di quella bambina. Mi sento come essere umano responsabile perchè, come dice Gibran
“Spesso vi ho udito dire di chi sbaglia che non è uno di voi, ma un intruso estraneo al vostro mondo.
Ma io vi dico: così come il santo e il giusto non possono innalzarsi al di sopra di quanto vi è di più alto in voi,
Così il malvagio e il debole non possono cadere più in basso di quanto vi è di più infimo in voi.
E come la singola foglia non ingiallisce senza che la pianta tutta ne sia complice muta,
Così il malvagio non potrà nuocere senza il consenso tacito di voi tutti.
Insieme avanzate, come in processione, verso la vostra essenza divina.
Voi siete la via e i viandanti.
E quando uno di voi cade, cade per quelli che lo seguono giacché li mette in guardia contro l’ostacolo.
Ma cade anche per quelli che lo precedono i quali, benché più celeri e sicuri nel loro passo non rimossero l’ostacolo.”
Signore perdonami, e aiutami a costruire un mondo migliore, perchè la loro morte non sia stata invano.