Ho visto un film con il bravissimo Sean Penn e mi è tornato in mente il bellissimo Mi chiamo Sam un fim di 10 anni fa che abbiamo visto più volte con i miei figli, con Dakota Fanning, che mia figlia ora ammira per aver partecipato alla saga di Twilight, ma che qui era ancora una bambina. Un film allegro e commovente allo stesso tempo, dove un padre solo, ritardato mentale, vive con la figlioletta di sette anni felicemente fino a quando i servizi sociali ritengono che lui non sia più adeguato per educarla e crescerla e vogliono affidarla ad un’altra famiglia. Lui però non si arrende e chiede aiuto ad un’avvocatessa di grido, brava, bella e famosa, interpretata da Michelle Pfeiffer. Una storia che fa comprendere come essere genitori significhi molto di più, o molto di meno, di quello che oggi tutti noi ci affanniamo a dare ai nostri figli e che la cosa più importante sia essere in contatto e dare spazio ai nostri sentimenti piuttosto che preoccuparci delle cose da comprare o da fare. La frase più bella, ma il film, oltre che con attori bravissimi, è bellissimo dall’inizio alla fine, ma la frase più bella, quella che a me, mamma capace, normodotata, che può identificarsi nel personaggio dell’avvocatessa, è rimasta nel cuore è quando lei, l’avvocatessa, alla fine dice a Sam che in questo loro scambio, nel conoscerlo e frequentarlo, e non si è fatta pagare, è lei quella tra i due che ha guadagnato e ha preso di più dall’altro.
Anche come genitori “Se non ritorneremo come bambini non entreremo nel regno dei Cieli”.