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Archive for febbraio 2009

La vita va avanti e con lei anche le mie storie che sono già oltre il libro, ma continuano ad accompagnarmi. Questa è nata per un’amica, mamma, moglie e impiegata perfetta. Come la vedo io…
“C’era una giovane donna che lavorava tutta sola in un grande ufficio con lunghe finestre da cui si vedevano campi e colline. Il telefono squillava continuamente e aveva molto da fare. In un momento di calma, finalmente, si fermò a riflettere arricciolandosi una ciocca di capelli con un dito. Ed ecco improvvisamente apparirle dal nulla davanti una grossa tigre siberiana e una voce risuonarle nella mente.
-Eccomi mia signora, Samira è ai tuoi ordini, comanda.-
Il suo pensiero parlò per lei -Chi sei e perché sei qui?-
-Sono al servizio di Nereide, la dea magica dei territori di Tisal. La mia padrona viaggia su una nuvola magica e una goccia da lì oggi è caduta suoi tuoi capelli per questo io sono al tuo servizio. Comanda pure-
-Potessi fare il mio lavoro!- pensò istintivamente la giovane donna e subito la tigre si mise alla scrivania e con i suoi artigli digitava sulla tastiera e rispondeva al telefono con uno strano accento rispondendo “Masoni , buongiorno”.
Elisa, questo il nome della giovane donna, non potè fare a meno di sorridere a quell’immagine e Samira le chiese col pensiero come mai.
-Non avevo mai visto una tigre fare questo!- le rispose.
-E’ vero, è molto insolita tra le richieste che ricevo, ma comunque facile e divertente- rispose la tigre.
Allora Elisa comprese e chiese a Samira -Ti prego, portami a fare un giro.-
La tigre ruggì entusiasta e si chinò per far salire la giovane donna. Poi partirono insieme di gran corsa e attraversarono colline verdi e montagne innevate, distese deserte e foreste lussureggianti, spiagge assolate e scogliere tempestose.
Quando Elisa ebbe il cuore e gli occhi pieni di tutte quelle immagini tornarono all’ufficio e sedette esausta. Dovette rispondere al telefono e si ritrovò bruscamente nella vita di sempre.
Appena il telefono si quietò si attorcigliò di nuovo una ciocca di capelli, ma non arrivò nessuno.
Solo una voce parlò dentro di lei.
-La goccia si è asciugata, sono dovuta tornare dalla mia padrona, ma ti ho lasciato la mia forza, mia signora.-Elisa si sentì un po’ più sola, là nel suo ufficio e istintivamente si attorcigliò di nuovo al dito una ciocca dei suoi capelli.
Subito provò qualcosa di diverso e nuovo dentro, era lei, una giovane donna, eppure era anche forte e maestosa, come una tigre, come la sua Samira.”

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