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Archive for agosto 2009

Alta, bel fisico, magra (!), elegante e sofisticata, vestito attillato, orecchini e tacchi alti, balla gioiosa con sua figlia, una bimba biondissima sui tre-quattro anni e un’amica con la sua bambina.
Io le guardo, tutte e quattro, nella mia solitudine con tre ragazzini, sola in mezzo alla folla, non conosco nessuno in campeggio.
Mi giro, suo marito, belloccio e distinto anche lui le riprende con la telecamera.
Ad un certo punto la chiama, il bambino di pochi mesi nel passeggino accanto piange.
Lei smette di ballare, si siede, lo prende in braccio, si scopre il vestitino elegante e comincia ad allattarlo.
Non è mica finita.
La mattina dopo la vedo con i figli e il passeggino pieno di buste della spesa, in costume e pareo, sta d’incanto, capelli appuntati e accaldata che cammina veloce.
E’ una vera mamma, non di quelle figlie ragazze, beate loro che possono!, che fanno le vacanze sulle spalle di mamme o suocere.
Ripenso io ai primi mesi del mio secondo figlio. Anzi, meglio non pensarci, perché ancora non ho deciso se lasciarmi prendere dall’ammirazione e la simpatia o dall’invidia.
Dipende con quali occhi guardi: quelli sereni con te stessa, che non sai cosa c’è dietro di lei, ma sai bene cosa c’è dietro di te e ti basta, sai qual è stato ed è il tuo lavoro, quanto hai fatto, quanto fai.
O quelli che ti criticano, che pensano che tu in quel modo non sei mai stata, neanche a diciott’ anni, neanche prima del tuo matrimonio, quando si dimagrisce spontaneamente, quasi il corpo sapesse che vuole entrare bene nel vestito bianco. Figuriamoci dopo la seconda gravidanza.
Ieri sera era vestita un po’ troppo vistosa per i miei gusti.
Magari mio marito non la trova così bella: non è il suo tipo.

Stasera quando arriva dovrà stare attento a cosa mi risponde.
I mariti, d’altronde, servono anche a questo.

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Lo stupore: vado a Messa in campeggio e trovo un sacerdote salesiano con cui ho fatto l’animatrice a campi-scuola quasi trent’anni fa!
Il paradosso: un padre ad un bambino -se dai ancora una botta a quel bambino ti do un pugno!-
La gelosia: un bambino scoppia in un pianto disperato perché la sorella ha vinto un premio alla lotteria, è come al Palio di Siena, meglio ultimi che secondi!
La riflessione: mi rendo conto, rompendo gi schemi grazie alla presenza di mia nipote, di alcuni atteggiamenti esasperanti che metto in atto con mia figlia, -sarà anche per quello, oltre all’età, gli ormoni, la crescita, che è così esasperante?-, provo a cambiare, funziona!
La tenerezza: il ragazzo davanti a noi, sui quattordici anni, oggetto di adorazione delle solite due, gioca a Didò con la sorellina sui tre anni, sarà la noia o l’affetto?
La sorpresa: vado a fare una depilazione, nel campeggio c’è anche l’estetista, è una persona simpatica, con un grande intuito, come spesso le estetiste, parliamo di tutto, ha due nipoti, dico a mio marito di portarmi il mio libro e le ho persino consigliato Il profeta di Gibran!
La solitudine: mio marito è ripartito!
La solitudine: scrivo nel blog!|

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Siamo arrivati  al mare col nostro camper versione campeggio. Mio marito è ripartito al volo perchè ancora deve lavorare e sono rimasta io, coi miei figli e mia nipote a “riposare”.
Sistema il camper, il telo, tavolo e sedie, i letti, prepara il pranzo, sistema i vestiti, -fai i compiti-, -ti accompagno al miniclub-, -andate a lavare i piatti-, -andiamo in spiaggia-, -metti l’ombrellone-, -vengo a prenderti al miniclub alle cinque e mezzo-, -in spiaggia-, le docce,  -mamma non funziona il phon-, la cena, -zia, c’è mamma al telefono-, lo spettacolo, -ancora è presto, non abbiamo sonno!-.
Il relax del mare!
Però loro sono felicissimi, mio figlio si diverte, mia figlia con la cugina sembrano due esploratrici della vita e ogni cosa che le circonda, specialmente se di sesso maschile da i dieci a non so quanti anni e non lo voglio sapere, suscita entusiasmo ed eccitazione.
Persino venire al market a comprare il pane sembra un’avventura, e lo è, perchè hanno così poche occasioni di essere autonome a casa.
Io, se riesco a tirare il fiato, guardo il mare cristallino, i bambini a spasso in braccio a nonne tenerissime o a babbi innamorati dei loro figli.
Mi piace anche guardare le piazzole, vere abitazioni in miniatura, come case di bambole aperte e visibili semplicemente passandoci davanti in bicicletta.
E aspetto mio marito.

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A tutte quelle ragazze, rimaste nascoste sotto la spessa coltre della mammitudine, che ogni tanto riescono a saltar fuori e a uscire di casa, lasciando i figli, sempre meno piccoli, ai rispettivi padri per andarsene come in una vacanza a sentire, da fuori, Baglioni in concerto, come noi tre, ieri sera a San Gimignano.
Per tutte quelle che non ci riescono regolarmente,  ad avere una vita relazionale propria, ma che anche se solo perchè è estate, in via eccezionale, ci provano, e si ritrovano a respirare un’aria nuova eppure familiare, a riascoltare e cantare le canzoni dell’adolescenza come ragazzine, finchè le figlie non se ne accorgeranno rubando loro il posto.
Ma non le emozioni perchè “i desideri non invecchiano quasi mai con l’età.”

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