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Archive for maggio 2013

Ci sono mattine in cui improvvisamente tutto mi cade addosso, angosce, panico, paure e sensazione di non farcela. Voi ne sapete qualcosa? Mi prende tutto insieme e sembra che ogni cosa, me compresa, meno la paura, sparisca sullo sfondo e non so come farle ritornare a galla. So bene che è stanchezza, stress, che, purtroppo in questa vita di donne sensibili e frenetiche che tutte noi oggi siamo, “è normale”, quanto meno comune. Ma il punto è come riuscire a riagganciare il filo, come trovare il bandolo della matassa per andare a riprendersi, a ripescarsi laggiù sul fondo dove si galleggia boccheggiando. Stamattina, tra le varie strategie, come sempre, ho cercato aiuto nella musica, nelle mie canzoni che mi fanno, come dico io, insieme alla campagna, da mamma e da babbo. Ma non è stata la canzone che credevo a calmarmi, a rimettermi in contatto. E dalla canzone che mi ha toccato ho capito di cosa avevo e ho bisogno. E’ il momento di darmi un premio, un riconoscimento, per  queste lunghe settimane intense, la soddisfazione va affiancata alla gratitudine o devo riconoscere la gratitudine anche  per le mie risorse e le mie capacità. Non tutto mi è arrivato, molto l’ho fatto io, l’ho costruito con le mie energie: voglio essere grata, ma non voglio dimenticare di essere fiera.
Sapete una cosa, sono proprio in gamba.
Sono ancora scossa, ma mi sento di nuovo una persona speciale, baciata dall’universo. Per ricordarmelo, per farlo, avevo bisogno di dedicarmi, tutta per me, una serenata.

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Sono proprio superstanca. Le ultime settimane sono state intense e insieme alla gratitudine e alle belle persone che ho incontrato mi sono scontrata per la prima volta in vita mia con persone invece appartenenti al mondo e al modo del contrasto e del conflitto tipico della vecchia politica che io, nell’isola felice del movimento che frequento, non conoscevo, se non nei dibattiti televisivi che tra l’altro detesto e non seguo mai. Le logiche di potere non mi appartengono, ma le persone che le seguono possono ferirmi, anche se non io mi sono scontrata con loro, ma loro con me. E’ stata ed è una grossa sofferenza, non mi piace stare dentro i conflitti. Non ho niente di bello in questo momento da comunicare, anche perchè sono molto stanca. Un momento, non ho niente di mio di bello, perchè la vita generosa è venuta in mio soccorso per ricordarmi che sono molto più di quello che presa dai miei calcoli riesco adesso a vedere. Certe volte per riportarci a casa occorre un amico, certe volte una voce limpida e profonda che ti ricorda di quanto tu sia ricca e fortunata e di come sia importante aprirsi al mondo. Ma pensate che privilegio quando questa voce è quella di una ragazzina di undici anni che ha scritto a sua volta un tema parlando del suo migliore amico che è poi tuo figlio, che sul divano imbarazzato ascolta queste parole tanto intense che noi genitori, che li abbiamo visti in otto anni crescere insieme, ci siamo scambiati e commossi abbiamo voluto condividere tra di noi e anche con voi.

Tema: Con un amico come te sono sicura che il mondo è meglio di com’è!!!!

Sono davvero contenta di avere un amico come lui, nessuno altro al mondo è meglio… sono veramente fortunata.
A volte mi sento sola e tanto arrabbiata che devo sfogarmi con qualcuno e, con tutte le amiche e amici che ho, confido tutto a lui anche se mi sento un po’ dispiaciuta di scaricare tutte le mie paure, ansie, rabbie… su il mio migliore amico, ma mi fa capire che non c’è problema e che posso farlo tranquillamente. E’ da tanti anni che ci conosciamo, io so tutto quello che ha e quello che vorrebbe avere, chi ama e chi odia, ma anche lui sa tutto di me. Io sarei persa senza di lui, non sarei.. me.. sì esatto lui mi dà forza durante le interrogazioni a scuola o durante le esibizioni di ritmica..
Lui è sempre pronto ad aiutarmi, è una luce nel buio: quella che ti fa andare avanti senza più paure.
Infatti credo che il mio mondo, la mia vita, senza il mio migliore amico, sarebbe buia, nera e impossibile da attraversare. Perciò credo che l’amicizia sia tutto quello che una persona voglia veramente. Perchè tutti dobbiamo confidarci, ma non con un diario segreto che non risponde ai problemi che hai, ma ad un amico o ad una amica che ti capisce, che ti consola, che ti sorprende con i suoi modi di fare, qualcuno che ti accetti per come sei veramente come Diego: il mio migliore amico.
Tutto questo è quello che non possiamo capire se ci vergognamo, se non ci interessiamo, se non ci apriamo al mondo; questo è il mio consiglio, fatevi sentire, non rimanete in un angolo e non abbiate paura, perchè come io ho trovato un meraviglioso e lucente compagno di gioco anche voi lo potrete trovare e, spero vi capisca come Diego capisce me. Grazie a questa persona riesco a vedere il “mio” mondo da una prospettiva migliore!

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Se avessi tempo di scrivere con calma, potrei raccontare di tutte le riunioni, gli incontri, le persone, ma anche le corse, il sonno che non viene perchè la mente non si vuole fermare e poi, come stamattina, degli uccellini che mi svegliano all’alba, ma di questo come lamentarsi? Potrei raccontarvi dei cambiamenti che questo mio diverso ritmo di impegni sta portando nel rapporto con i miei figli, io che ero la mamma onnipresente, potrei raccontarvi del regalo che mi ha fatto mia figlia il giorno prima della festa della mamma, semplicemente avendo bisogno di me, ha voluto che le asciugassi io i capelli, voleva sentirmi vicino, che la incoraggiassi e la tranquillizzassi in uno di quei tanti momenti di vedotuttonero tipici della sua età, e di come mio figlio ci sta sconvolgendo con le sue prime scoperte sul sesso, mammamianonsonoancorapronta!, e di come non ha imparato la poesia per la mamma senza di me e ha preso anche un meno e che però io mi sono presa lo stesso la mia dose di commozione quando alla fine la poesia me l’ha detta una buona volta quando poi l’ha imparata. Potrei raccontarvi e raccontarvi, ma questo non è lo spazio delle corse e dell’elenco forsennato, questo è il momento per me, l’alzata dello sguardo verso le rondini, lungo i campi verdi di grano ancora verde e rosso dei papaveri, dell’aria profumata, delle colline che mi vedono sfrecciare in qua e là nel comporre il mio ricamo personale di tragitti tra palestre, scuole, supermercati, sale e riunioni che tra mille giri, compongono la trina della mia vita. E con gli occhi delle colline mi guardo e quello che vedo mi piace, sono orgogliosa della trina, e con gli occhi che mi apppartengono guardo la mia vita e me stessa e mi sento fortunata. E grata.

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Sono qui in questi giorni che lotto con mio figlio perchè vuole studiare la poesia per la festa dellla mamma con me, come è abituato con tutte le altre. Ma io non voglio. Anche io, come suo padre, voglio poterla ascoltare per la prima volta recitata da lui, provare quell’intensità e commuovermi il giorno della festa, cioè domenica prossima, non trattenendo le lacrime come ha fatto mio marito, ma con un bel pianto liberatorio come ho già fatto stamattina leggendo questo brano pubblicato da un’amica. Che ci volete fare, nonostante i tanti impegni, le mille anime e vesti che mi ritrovo a ricoprire l’amore per i miei figli, il mio cuore di mamma viene sempre prima di tutto.. e piango, felice.

UN BIMBO CHE STAVA PER NASCERE SI RIVOLSE AL SIGNORE…..
«Mi dicono che domani mi farai scendere sulla terra. Come potrò vivere così piccolo e indifeso?». «Fra tanti angeli ne ho scelto uno per te. Lui ti proteggerà. – rispose Dio. E continuò: Il tuo angelo canterà per te parole dolci e tenere, con infinita pazienza e tenerezza ti insegnerà a parlare». Ma il bambino chiese con apprensione: «Come potrò parlare ancora con te?». «Il tuo angelo unirà le tue manine e ti insegnerà a pregare». Rispose Dio con dolcezza infinita. «Ho sentito dire che la terra è abitata da uomini cattivi… Chi mi difenderà?». Chiese il bimbo preoccupato. Dio, guardandolo con tenerezza gli rispose: «Il tuo angelo ti difenderà a costo della propria vita». «Ma il mio cuore sarà sempre triste, Signore, perché non ti vedrò più!». Disse il bimbo con molta tristezza… «Il tuo angelo ti parlerà di me e ti indicherà il cammino per ritornare alla mia presenza; sappi, però, che io sarò ogni istante accanto a te!». In quel momento si diffusero delle voci e dei rumori ed il bambino angosciato gridò a gran voce: «Signore, sto scendendo verso la terra! Dimmi ancora una cosa: qual è il nome del mio angelo?!?». E Dio sorridendo rispose: «Il nome non importa, tu lo chiamerai…mamma!».

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Sono così esasperata! La rabbia non riesce a passarmi! Mio marito comincia a dirmi che forse la politica non fa per me. Sono troppo emotiva, viscerale e forse illusa, non sono abbastanza pragmatica. Forse il mio campo deve restare quello dei rapporti diretti, delle anime delle persone, soprattutto della mia. Perchè vedere quale sia oggi la gestione del potere, anche nelle piccole cose da candidata e delle semplici azioni che nella mia poca pratica politica sto sperimentando mi mortifica dentro. Io non sono mica tipo da mediazioni, sono per le grandi emozioni, per le passioni, per i sogni quelli che ti cambiano la vita, mi interessa quello cha fa muovere e commuovere le persone. Come la mia amica cassiera che rassicura una signora anziana che vuole comprare la maglietta ad offerta e si confida con lei che non sa se spende troppo e lei le dice scherzando, o forse no, -vai, vai, che magari ti porteranno i fiori di plastica, spendili per te ora, che è meglio!- Pensavo che quella signora probabilmente vede più spesso la mia amica, magari tutte le mattine, che non i figli o i nipoti. -Complimenti per come lavori- le ho detto commossa, mentre pagavo. Io ho bisogno di nutrirmi di questi sentimenti, di sentire i miei figli che ridono al buio e così non riescono ad addormentarsi, di guardare le stelle e sentire il verso delle rondini sopra la mia testa. Però sto incontrando anche tante persone belle, da stimare, che mi piace pensare che esistano e che hanno più forza e determinazione di me. Basteranno a bilanciare lo squallore e il grigiore umano che vedo altrove? O forse è proprio che lavorando insieme a loro che potrò tollerarlo? Forse proprio così riuscirò a superare la rabbia.

 

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