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Archive for luglio 2013

Siamo qui, assediati dalla polvere mentre la nostra casa si sta trasformando. Abbiamo svuotato la camera dei miei figli, è stata smontata e ora stanno aprendone il soffitto per il nuovo assetto che dovrà avere: occorrono nuovi spazi, mio figlio a settembre inizierà le medie, ha bisogno di una sua scrivania, un letto normale, un suo angolo. Con la camerina, con i libri, i disegni, i quaderni, i mobili, se ne è andata definitivamente l”infanzia di mia figlia, ormai quasi sedicenne. Lo spazio che l’ha vista bambina e ragazzina preadolescente non c’è più. Mio marito stupito mi ha dovuto consolare da un pianto dirotto, la stanchezza e la confusione amplificano, con un unica spiegazione dalla mia voce strozzata -sono cresciuti!- Mia figlia un po’ mi prende in giro, un po’ mi consola, mi dice che lei è qui, che è sempre lei, come quando iniziò le medie e io non la riconoscevo e le dicevo che rivolevo la mia bambina. Ma all’inizio è stata dura anche per lei, qualche piantino se l’è fatto, buon sangue..
Adesso dormono con i materassi per terra sul tappeto davanti al divano. Ieri sera prima di dormire, sono andata da mia figlio e come sempre gli ho dato un bacio sulla guancia dicendogli di mandare un bacino a Gesù, la mia buonanotte abituale. Mi sono un po’ rinfrancata, mobili e  muri, e forse anni e nuove forme e stature, non cambieranno il mio essere la loro mamma, in qualsiasi letto si troveranno a dormire, e, spero davvero, non cambieranno il loro essere miei figli. Il nido cambia, si trasforma e si allarga, si buttano cose vecchie per fare spazio alle nuove, la confusione regna sovrana per poter creare un nuovo ordine.
Così nell’altro nido, quello rosso che pulsa e che sempre mi batte nel petto.

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Eccomi di nuovo qua, riatterrata da mille cose, impegni eventi, cerimonie, viaggi, rinfreschi, un matrimonio, lavori di trasloco in casa che mi stanno portando via tempo ed energie. E’ arrivato anche l’anniversario di fidanzamento di mia figlia, -mamma un anno mi è passato velocemente-.
A me no, tutte le litigate e i suoi musi lunghi, le telefonate e gli sfoghi con me sui problemi col suo lui mi hanno fatto scoprire che quando i figli, e le figlie, crescono non puoi più proteggerli dal dolore, dalle loro scelte e dai loro errori e ti tocca soffrire con loro e per loro. Ogni volta che rientra in casa io e mio marito ci guardiamo di sottecchi per vedere come sta, ci confrontiamo -avrà litigato? avrà pianto?- Io all’inizio mi arrabbiavo, ma era un mio problema, non suo, lei ci deve passare e io ho scoperto che con lei non vale più per me ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma ciò che la fa soffrire o non soffrire, perchè comunque coinvolge me, impotente. Sentire e non poter agire, soffrire e dover accettare, uffa, che fatica l’amore, il suo, ma anche il mio di mamma. Mi è venuto in mente di rileggermi per me una mia risposta ad una ragazza incinta che voleva tenere il suo bambino, ma aveva anche paura. Perchè le doglie, e l’impegno, non finiscono mai..

A volte penso che in questa nostra società consumistica e pubblicitaria siamo ormai talmente abituati a pensare che scegliere significhi preferire solo ciò che ci piace, che è appetibile e affascinante, che è difficile pensare che le cose impegnative e difficili siano ancora quelle verso cui indirizzarsi. Ma la vita non è una pubblicità, quello che più ci riempe il cuore non è quello che si ottiene con facilità e superficialità, ma quello che per noi è importante, che ci coinvolge, che cattura tutte le nostre emozioni, azioni e pensieri. In fondo innamorarsi e vivere accanto ad un’altra persone è così difficile, faticoso, rischioso, impegnativo. Ne vale la pena? Eppure cos’è che più ci riempe la vita e ci coinvolge, che ci rende felici e dà un senso alla nostra esistenza, che ci faccia sentire vivi più dell’amore? Una cosa c’è, a dir la verità, almeno nella mia esperienza. Quando una donna e un uomo si amano, il loro amore cresce e si trasforma e senti che insieme vuoi formare una famiglia, prenderti un impegno più stabile e aprirti a nuove vite, i figli. Certo questa è la mia di esperienza. Mio marito quando i nostri figli erano piccoli, e faticosi, diceva spesso che certo erano un grosso, grossissimo impegno, ma che d’altronde cos’avevamo di più bello, di più importante su cui impegnarci? Io non posso dirti quello che devi fare, ma posso dirti che dalle tue scelte dipende quello che tu avrai un domani, e tutto costa, non il denaro, che è certo il prezzo minore da pagare, ma fatica, impegno, pazienza, costanza e coraggio. Il rispetto per se stessi, per i propri valori e i propri desideri non arriva, lo si costruisce giorno per giorno, come conseguenza delle nostre scelte.”

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