Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for gennaio 2014

Settimana in movimento, senza tempo per fermarmi e scrivere. Oggi voglio rubare un minuto, però. In questo giorno della memoria, ricordare perchè le cose non risuccedano sembra un’idea di altri tempi, mi ritrovo a parlarne nel saluto prescuola e mi sento un’aliena. I miei figli, forse perchè sempre più immersi nell’età adolescenziale, sembrano così proiettati sul futuro che parlare di passato suona un’operazione non solo inutile, ma sconosciuta. Soprattutto mi dà ancora più forte il senso di come i giovani oggi si sforzino di essere impermeabili a tutto ciò che esca dal loro mondo privato, per non soccombere al cinismo e alla disillusione, per non dire alla disperazione, la nostra. Non facciamo lo stesso noi adulti rivolgendoci ai dolci, alle ricette di cucina, al gioco d’azzardo, a prospettive particolarissime o casuali a cui affidare la  nostra felicità? Eppure guardando a quello che abbiamo, pensando a dove ci trovavamo settant’anni fa, possiamo sapere che siamo fortunati, nell’abbondanza, e non di torte o pubblicità, ma di libertà. Se sapessimo ancora e di nuovo vedere quanto questa nostra superficiale e ignara vita democratica superi, nonostante la nostra indifferenza e incuria, quelle dittature dense di morte, potremmo provare qualcosa che i nostri figli potrebbero comprendere, con cui illuminarci e illuminare le loro giovani vite, la speranza. E da lì ripartire.

Annunci

Read Full Post »

In questi giorni mi ritrovo distante da mia figlia e lei da me, c’è una rabbia e un’ostilità più o meno latente e anche reciproca su posizioni che non condividiamo rispetto a sue scelte, ma non è questo il punto. Quello di cui mi sto rendendo conto è che da ormai diversi giorni non parliamo, non si confida con me, non condividiamo la sua, ma anche la mia vita come siamo abituate a fare, la qual cosa, essendo due chiacchierone romantiche avviene in modo molto intenso. Non c’entra con l’affetto, ma con il nostro essere espansive, lei ed estroverse, io. L’altro giorno mi ha detto -mamma, ti voglio bene, sei tanto importante nella mia vita-. Io ho sorriso e le ho risposto -anche io ti voglio bene e sei tanto importante nella mia vita-.
-Per forza sono tua figlia!-
-Certo e io sono tua mamma!- le ho detto. Perchè pur facendomi piacere mi sembrava anche comico, un po’ paradossale.
Perchè confidarsi e confrontarsi con la mamma è difficile, ma è anche facile, sai cosa aspettarti e i sentimenti in gioco in fondo un po’ falsano, è inevitabile, i giudizi.
Ecco perchè la distanza di questi giorni, anche se lei mi manca e mi rattrista, mi sembra salutare.
Come si può immaginare io sono una mamma ingombrante, anche se cerco di non essere invadente, ma le mie opinioni certo non sono poca cosa da ignorare, da controbattere e contrastare.
Eppure, per quanto io possa dirle cose giuste e assennate, lei deve imparare a farne a meno, a saper decidere anche contro il mio parere o senza, senza sapere effettivamente cosa ne penso, senza il mio sostegno, senza di me.
Deve rafforzarsi le sue gambe, provarci, sbucciarsi e medicarsi anche facendo a meno del mio conforto e del mio consiglio, traballare, ma provare a stare in piedi da sola. Ed essendo così “amiche” diventa quasi impossibile. Ma io sento che dobbiamo un po’, almeno ogni tanto, allontanarci, permetterle di allontanarsi e mi fa male mentre lo scrivo, ed è proprio vero, l’unico amore più grande, che può superare quello per una figlia, è l’amore per la libertà, anche e soprattutto la sua.
“Potete tentare di essere simili a loro,
ma non cercate di renderli simili a voi:
perché la vita non procede a ritroso e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate in avanti.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.(Gibran)”

Read Full Post »

Si può avere un rifiuto da scrittura nel blog come ultimo estremo rimasuglio di una vacanza che è finita? Sono piena di buoni propositi e di energia per ripartire, ma il tempo della quiete, del prendersi cura di me invece che dei miei progetti, oltre che dei miei tanti problemi, mi manca. Mi manca quel senso di dolcezza che mi dava il sapere che i miei giorni delle feste volevo che fossero curati, e con loro, il concedermi piccoli doni preziosi, un pomeriggio rifugiata sul divano, il mio adorato panettone, ne ho una vera dipendenza, stare così senza far niente, lasciare che il tempo trascorresse e passarci sopra trascurando le tante cose che sempre in una casa ci sono da fare. E poi tirarsi a lucido, dentro e fuori, esporre le proprie bellezze, il mio nuovo favoloso rossetto, e anche in casa quello che mi piace, che in genere si lascia per le occasioni, eccole. Certo anche durare fatica, non lasciarsi prendere dalla tensione che comunque trascorrere tanto tempo, tutti insieme in vacanza! o senza programmi può portare. Perchè condividere tante giornate  e disporre di tanto tempo può sembrare un regalo, ma anche una punizione. Allora imparare, dopo la sbornia dei primi giorni, a prendersi senza timore e sensi di colpa i propri spazi ed essere contenta che gli altri lo faccessero se ci si riusciva e sennò accettare che non tutto fosse perfetto come nelle famiglie natalizie delle pubblicità e poi continuare ad ascoltare i miei cd di Natale che subito mi ricordavano in quali giorni speciali mi trovavo. Anche nei momenti tosti di discussioni, tensioni, fatiche e noie, guardavo il presepio e pensavo che opportunità incredibile avevo davanti a me: il mio modello era lì, il monito di come fare ad essere felice, quale sia la mia essenza, la mia parte più preziosa, quella da adorare e a cui dare sempre il primo posto, un bambino, la vita, povera, sguarnita, semplice: niente Forza o Sapienza, Saggezza e tanto meno ricchezza e potere, la Vita.
Vorrei davvero non disperderla, assediata dalla Forza, la mia determinazione, dalla Sapienza, i miei tanti progetti e dalla Saggezza, i miei pensieri, dalla mia ricchezza, il bisogno di soldi e dal potere, il mio bisogno di affermazioni.
Tutte cose e aspirazioni legittime, ma mai, mai più importanti di quel Bambino.

Read Full Post »