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Archive for 14 luglio 2015

Ogni tanto sento di pratiche sessuali nei giovanissimi e soprattutto nelle giovanissime che veramente mi sconcertano. Io a mia figlia, soprattutto nei primi anni delle medie, dicevo spesso di ricordare quanto lei fosse preziosa, che era preziosa. Cosa passa nella testa dei ragazzi e delle ragazze oggi? Siamo capaci di proporre loro ancora grandi sfide o gli rendiamo tutto banalizzato e appiattito? Io faccio grandi guerre con i miei due “sannotuttoloro”, non voglio che niente sia per loro scontato, dovuto. Ogni tanto mi danno della suora, che sono all’antica, ma non mi importa, la posta in gioco è troppo alta. Ragazzine che fanno finta di essere già mogli a sedici anni e mogli quarantenni che fanno finta di essere ragazzine, mia figlia non lo fa, non con il mio consenso. Mi è venuta in mente questa immagine, magari gliela faccio leggere o forse ormai è troppo grande, diventa imbarazzante, la farò leggere al mio tredicenne, con lui ancora se ne può parlare..
“Il sesso è come un telescopio, non basta saperlo usare, bisogna avere qualcosa o qualcuno da cercare. Se non sai dove indirizzarlo non troverai che oscurità e solitudine, se invece punti alle stelle, potrai scoprire la grandezza del firmamento, l’infinito di cui sei parte, che è dentro e fuori di te.”
Questo brano invece, che uso a scuola con le adolescenti nel mio progetto sui sentimenti, l’ho fatto leggere anche a lei.
Lettera ad un amico
“Mio caro Friedrich, ho dovuto fare l’esperienza che non c’è davvero nulla di più arduo che amarsi. E’ un lavoro, un lavoro a giornata, Friedrich, a giornata. Com’è vero Dio non c’è altro termine. Come se non bastasse, i giovani non sono assolutamente preparati a questa difficoltà dell’amore; di questa relazione estrema e complessa, le convenzioni hanno tentato di fare un rapporto facile e leggero, le hanno conferito l’apparenza di essere alla portata di tutti. Non è così.
L’amore è una cosa difficile, più difficile di altre: negli altri conflitti, infatti, la natura stessa incita l’essere a raccogliersi, a concentrarsi con tutte le sue forze, mentre l’esaltazione dell’amore incita ad abbandonarsi completamente..
Prendere l’amore sul serio, soffrirlo, impararlo come un lavoro: ecco ciò che è necessario ai giovani. La gente ha frainteso il posto dell’amore nella vita: ne ha fatto un gioco e un divertimento, perché scorgono nel gioco e nel divertimento una felicità maggiore che nel lavoro; ma non esiste felicità più grande del lavoro, e l’amore, per il fatto stesso di essere l’estrema felicità, non può essere altro che lavoro.
Le relazioni umane, elemento essenziale della vita, sono, fra tutte, la realtà più mutevole, la più fluttuante; gli amanti sono proprio quegli esseri le cui relazioni non conoscono istanti identici.
Relazioni simili possono instaurarsi solo tra esseri estremamente ricchi, già ordinati, concentrati: possono unire solo due mondi singolari e nel contempo vasti e profondi.
Persone giovani non possono assicurarsi rapporti di tal genere; ma se comprendono bene la propria vita, possono innalzarsi lentamente verso quella felicità e prepararvisi.
Non devono dimenticare, se amano, che sono degli esordienti, degli apprendisti in amore.
Devono imparare l’amore e come per ogni studio, ci vuole calma, pazienza, concentrazione.
Chi ama deve cercare di comportarsi come se fosse di fronte ad un grande compito: sovente restare solo, rientrare in se stesso, concentrarsi, tenersi in pugno saldamente; deve lavorare, deve diventare qualcosa!”
(R. M. Rilke 29 aprile 1904)

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