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Archive for marzo 2016

Un nuovo fatto di cronaca vip ci porta a riflettere sull’utero in affitto, è giusto, è sbagliato, è lecito? E di nuovo si dimentica di guardare la questione dal punto di vista del più vulnerabile e più bisognoso di diritti, il bambino.
E’ giusto e ancor più lecito decidere per un bambino, prima ancora della sua nascita, che dovrà vivere senza il rapporto esclusivo che lega ogni essere umano alla propria madre, che qui viene addirittura scissa in due funzioni di concepimento e di gestazione? Qual è la motivazione che giustifica il togliergli questo diritto?
I diritti dei minori e dei più deboli sono scomodi da prendere in considerazione, per questo è la legge che li deve tutelare, quella dentro ognuno di noi, prima di tutto.
Lo psicologo Erikson descrivendo gli stadi della maturazione affermava che non si può avere la capacità di intimità se non si è costruita una proprio identità, avremo piuttosto una fusione e anche che non si può arrivare allo stadio della generatività e quindi della genitorialità senza prima la raggiunta capacità di intimità. Una volta raggiunta questa fase sei genitore non solo di tuo figlio, ma delle generazioni che ti seguono e ne sei responsabile. Noi pensiamo ai nostri figli e ad essere felici con loro. E ci occupiamo dei nostri bambini, mentre quei piccoli che ogni giorno affogano, vengono presi dalla criminalità, dormono o vengono sgombrati da campi di tende a temperature invernali, aspettando a frontiere chiuse non ci riguardano, non ci toccano. Non ne parliamo, non manifestiamo, nemmeno ci vergogniamo della nostra indifferenza che almeno sarebbe un inizio.

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Mia figlia, 18 anni, mi detesta, non le è permesso dire mi odia, altrimenti forse me lo direbbe.
Mi detesta perchè ci combatto continuamente.
Non le permetto di uscire infrasettimana che il giorno dopo c’è scuola, pretendo che stiri e pulisca i bagni almeno una volta a settimana, altrimenti niente paghetta mensile che a me sembra esorbitante a lei una miseria e si lamenta sempre che si sente povera in canna.
Mi detesta perchè ogni tanto le sequestro il computer
-tanto lo usi soltanto come un televisore per guardartene da sola tutte quelle fiction e reality che ti impoveriscono invece di arricchirti!-
Mi detesta perchè guai a portare il cellulare a tavola e ancor più dire parolacce o non aiutare ad apparecchiare e sparecchiare.
Mi detesta perchè la inondo di libri di letterature straniere, di psicologia, di pedagogia -per farti un’idea per l’università- che ha ancora le idee confuse. E si è anche arrabbiata con me perchè le ho prenotato gli open days e l’abbiamo accompagnata, un giorno suo padre gli altri due io a vedere le facoltà.
Mi detesta perchè le dico che non può accontentarsi e che la maturità è una grande sfida, che lei ancora conosce così poco della vita e quindi, anche se- sono maggiorenne!- che io ho il dovere di ricordarle che ha molto ancora da fare e da scoprire, che lei è molto più di quello che si considera ora.
Mi detesta quando le rispondo, ogni volta che vuole fare di testa sua che finchè vive con noi e la manteniamo le regole sono le nostre.
Mi detesta e dice che qui sta male e che non vede l’ora di andarsene.
Mia figlia mi detesta, va tutto bene.

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