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Posts Tagged ‘accettare il tempo’

Quando anche tua figlia ti chiede come sono le previsioni del tempo, capisci che veramente questa primavera e il sole sono ormai al centro dei cuori di ognuno di noi come un diritto e un bisogno negato.
“Se poteste mantenere in cuore tutta la meraviglia per il prodigio quotidiano della vita,
anche il dolore non vi sembrerebbe meno stupefacente che la gioia;
E accogliereste le stagioni del cuore come avete sempre accolto le stagioni che passano sui vostri campi.
E vegliereste sereni nell’inverno della vostra sofferenza.”(Gibran)
Non sono stata neanche capace di accettare un po’ (tanta) di pioggia!
Saprò ora accogliere il sole e la meraviglia del cielo finalmente azzurro?
Facciamoci aiutare dal nostro cuore bambino, lui sa come si fa.

E allora buttiamoci!
Lo stomaco mi tremava e mi si contorceva quella mattina.
Tra poco avrei iniziato il corso di nuoto!
La piscina piena piena fino all’orlo in mezzo ai palazzi sembrava quasi una fondamenta rimasta vuota che il cielo con la sua pioggia e il suo azzurro aveva riempito.
E io presto mi ci sarei immersa e avrei imparato a muovermici.
Sarei stata come l’ombra, l’immagine riflessa delle rondini che volavano sopra di me.
Avrei anch’io imparato a planare come loro e a riprendere quota nell’acqua fresca, azzurra dell’azzurro del loro cielo.
Finalmente sarei stata come loro e come il delfino che però non avevo mai visto in mare, solo in TV.
Avrei anch’io prodotto schiuma e sbuffi e una scia come le navi dietro le quali loro nuotano.
Questa storia della scia mi sembrava incredibile e mi affascinava. Quante volte mi ero divertita col dito a rompere l’invisibile pellicola della pozzanghera, o del lavandino pieno, perfino del bicchiere e poi la mamma mi sgridava.
In mare non si poteva avere questa sensazione, anche quando è calmo, non sta mai fermo e tu non rompi niente.
Ma nell’acqua della piscina era diverso. Lei era lì immobile che mi aspettava, con la sua superficie a specchio, luccicante e abbagliante del riflesso del sole.
“Allora piccolina, sei pronta?” mi chiese l’istruttore.
Un minuto dopo ero già in acqua, rondine, delfino, dito nel bicchiere, felice.
(dedicata a Michela, e ai bambini fortunati che istruisce)

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