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Posts Tagged ‘auguri di buon Natale’

La sera della vigilia non mi trovò impreparata. Gesù Bambino fu posto nella sua mangiatoia quando le campane risuonarono, poi uscii nell’aria limpida e pungente illuminata di stelle avviandomi coi miei alla Messa di mezzanotte. Cantammo Astro del ciel e Adeste fideles, intonai In notte placida e all’immancabile Tu scendi dalle stelle finale mi avvicinai in coda all’altare per baciare i piedini del Bambinello, grata che fosse ancora per un altro anno lì ad aspettarmi come io avevo atteso Lui.
(dalla mia storia per mia figlia)
E’ lì che sono, a risistemare, a riscrivere frasi e capitoli, a dare spazio alla scrittrice, alla mia anima, che anche quest’anno viene salvata, illuminata dal Bambino Santo. Per me che amo e sento attraverso le parole una frase resta la più cara di tutte “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo noi.” (Prologo al Vangelo di Giovanni)
Auguri.

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Molti concetti ho pensato, storie o riflessioni per augurarvi buon Natale, ma alla fine la ragazza dell’alberino ha scelto lei e mi ha suggerito -ripeti e se volete ripetete con me: ringrazio, è Natale, sono viva.-

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Ecco, è il momento degli auguri, buon Natale a tutte e tutti voi, ecco una piccola storia, un racconto che non ho scritto, ma che dallo scorso Natale mi è rimasto nel cuore.
Che la luce vi illumini, che possiate, anche voi, come la cometa, risplendere.

“Più di duemila anni fa, apparve nel firmamento del cielo una stella nuova. Era una stella diversa, particolare: la sua luce era così forte che il suo corpo non bastava per contenerla tutta, e questa luminosità formava una coda dietro di lei, una striscia abbagliante…
Apparve in una notte fredda e invernale. Ma la nostra stella non sapeva che cosa era apparsa a fare, non capiva il perché della sua coda, della sua luce. Dio le aveva semplicemente detto, per via della sua coda: ”Tu sarai la mia cometa”.
La prima cosa che vide quando apparve, fu una piccola grotta nel gelo della notte, e nella grotta stavano una mamma, un papà e un bimbo..
Questo bimbo infreddolito e in fasce aveva sul suo volto la luce di tutte le stelle.
“E anche del sole” pensò la cometa.
C’era in quel bambino qualcosa di misterioso, come in lei..
“Dio”, pensò la cometa, “ha voluto unirmi al destino di questo bambino. E’ come se fossimo nati insieme, è come se senza di lui non potrei esserci. E’ il riflesso del suo volto che mi dà luce!”
E si pose sopra la grotta…”

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