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Posts Tagged ‘senso di colpa’

Il mio noce-calendario, quello che vedo ogni mattina quando apro la finestra e saluto in controluce ogni sera quando la richiudo, sta perdendo le ultime foglie.
Forse poichè in certe fasi della vita abbiamo bisogno di chiederci più che in altre chi siamo e dove andiamo, mi sento a volte piccola, di vedute ristrette a raccontare la mia poca vita in queste pagine, i miei dubbi, le mie speranze, qualche certezza, a 45 anni qualcuna ci vuole, specie se hai dei figli, e soprattutto le mie banali vicende di mamma e di persona, il cui unico valore forse sta proprio nel poter essere comprese e condivise per la loro normalità.
E allora? I miei valori? Il mio contributo per migliorare questo mondo, la mia goccia nell’universo dov’è? La mia battaglia per le ingiustizie, per i mali che, essendo parte del meccanismo, contribuisco a portare avanti?
Come posso con queste mie giornate e anche con queste mie riflessioni, aggiungere il mio granello di luce, quello che solo da me può arrivare, che la Vita sta spettando dalla mia vita?
Eppure scrivere, aggiungere attenzione e riflessioni alle mie emozioni, diventare più consapevole di quello che vivo e trasmetterlo, innanzitutto ai miei figli e ad altri genitori, mi sembra la mia strada.
Costruire un dialogo intanto dentro di me invece del silenzio, ammirare invece di passare distratta davanti ai doni che ricevo, cercare nelle cose di ogni giorno come i compiti della scuola o in un momento di scoraggiamento il modo buono per andare avanti, o provarci almeno, resistere al senso di colpa che in fondo non dovrei lamentarmi e imparare invece a sostenermi, piccole cose che non si vedono, eppure mi costano, eppure mi impegnano. Allenarmi a farlo, continuamente e poi condividerlo, qui, con voi.
“Dov’è odio fa che io porti amore, dove è offesa che io porti il perdono, dove è la disperazione che io porti la speranza, dove è la discordia che io porti l’unione, dove è il dubbio che io porti Te”. (S. Francesco d’Assisi, Preghiera semplice)
Come assomigliare anche lontanamente a San Francesco, se non riesco a farlo nemmeno con il mio cuore?
“If you want to make the world a better place take a look at yourself and than make the change”(Man in the mirror, M.Jackson)
Se vuoi rendere il mondo un luogo migliore, da’  un’occhiata a te stesso e poi inizia il cambiamento.
Ci sto provando.
Il mio noce tra poco e per molti mesi sarà spoglio. Poi germoglierà di nuovo e si riempirà di foglie e di vita. Un banale albero, una banale fioritura.. ma chi tra di noi può fare di più?

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Pensavo, un concetto un po’ teorico, a quanto i bambini abbiano bisogno di una logica causa-effetto e di concetti legati a cose concrete, di quanto sia importante che possano incanalare su oggetti o comportamenti specifici, a cui poter dare un nome e un’immagine, le loro emozioni. Ecco perchè le punizioni sono un modo molto più semplice per loro per superare il senso di colpa rispetto ad un vago -così non va bene-.
Pensavo lo stesso delle paure, che se non circoscritte possono investire tanti aspetti della loro vita, invece se si ha paura di qualcosa, si può nominare, condividere, elaborare e sconfiggere.
Ecco perchè le fiabe sono sempre state piene di personaggi spaventosi, mentre sembra che oggi sia più facile, dappertutto, trovare la violenza, ma non la paura.
Quando raccontai questa storia, che è sul libro, un’amichetta di mio figlio, piangendo, mi chiese se esistesse davvero, mentre i miei figli e persino quella fifona di mia nipote, forse perchè l’hanno sempre conosciuta, non si sono mai spaventati, se non quel tanto che bastava, quando si nominava la Strega Mangiabambini.
Storia della strega Mangiabambini
Mia figlia per un periodo era un po’ sottopeso e magra magra. Dovevo spingerla a mangiare senza  creare tensione intorno alla questione cibo che si sa può diventare molto delicata. Infatti molte sue amichette erano già spaventate fin da allora all’idea di diventare “ciccione” e parlavano di diete e di dover dimagrire. Nel mondo delle fiabe invece il cibo rappresenta la ricchezza e l’abbondanza e segna sempre i momenti di festa. Inoltre essere mangiati rappresenta uno dei massimi pericoli perché chi ha fame è povero e soprattutto cattivo come gli orchi, i draghi, le streghe e i lupi. Ho preso in prestito uno di questi personaggi per farmi aiutare a combattere invece la paura di diventare ciccione, la Strega Mangiabambini, che spuntava fuori ogni volta che ce n’era bisogno. Non era una minaccia…  semplicemente un ricordare che esisteva, quando mia figlia cominciava a fare storie per mangiare.
-Lo sai vero che succede se non mangi? Ti ricordi chi viene? Allora devi sapere che esiste questa strega un po’ particolare, la Strega Mangiabambini.  Ovviamente se si chiama così, cos’è che farà questa strega? Brava! Lei mangia i bambini. Ma non qualsiasi bambino, è di gusti un po’ difficili e molto particolari… Ti piacciono le patatine fritte?  Bene, e quali sono più buone le patatine che scrocchiano sotto i denti o quelle un po’ mosce,  morbide morbide, che invece ti si attaccano ai denti come una gomma da masticare? Bene, ti piacciono quelle scrocchiarelle. Ecco anche alla strega Mangiabambini piacciono i bambini scrocchiarelli, cioè quelli che sono secchi secchi. Se lei vede una bambina, con certe braccia secche secche, certe gambine secche secche, allora le viene l’acquolina in bocca perché si immagina già  come scrocchierà bene sotto i suoi denti. Se invece vede una bambina che ha intorno alle braccia un po’ di ciccina, le gambe belle pienottine, allora sa già che questa bambina non scrocchierà come piace a lei e la lascia stare. Quindi tu che dici, cosa conviene fare per tenere lontana la strega Mangiabambini, mangiare e avere un po’ di ciccina, o non mangiare e diventare bambine scrocchiarelle?-
Così, mangiare diventava una specie di avventura. Mentre raccontavo, lei metteva in bocca il suo pasto e alla fine si faceva insieme. “Marameo!” alla cara vecchia Strega Mangiabambini.”

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Forse scriverne mi farà bene, perchè in realtà è ancora tutto lì, ingarbugliato dentro.
Sabato pomeriggio con marito in montagna e figlia a spasso con i compagni di scuola e a cena dall’amica, prendo mio figlio e il suo amico del cuore e andiamo a vedere uno spettacolo per bambini. Torniamo a piedi in una zona pedonale, e me li sono persi. Sono bambini, imprevedibili e questi due insieme diventano tremendi, lo abbiamo già sperimentato.
Ho passato minuti di terrore, anche se poi non è successo niente: se ne erano semplicemente andati al parcheggio, senza aspettare, senza rispettare la regola di non attraversare da soli. Ma io me li sono persi lo stesso.
E non riesco ancora ad andare oltre, sono ancora lì, ferma in quella piazza, in quei momenti.
Non so ancora rilassarmi, lasciarlo al passato, al vissuto.
Penso che in fondo è colpa mia, e poi accettare che cose così, ma con conseguenze certo ben diverse, possono succedere, come si fa?
Siamo piccoli, creature, impotenti, è dura accettarlo.
Facciamoci consolare, essere piccoli, lo siamo tutti, può anche non essere poi così male…
“Imparino che Io sono sempre qui, sempre.”

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